Crisi piccole imprese - Ricchiuti(PPI): "Subito una amnistia fiscale”

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 15/02/2019 in Politica da Paolo Ambrogi
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Paolo Ambrogi

Roma, 15/02/2019 - 10:15 (comunicati stampa - politica e istituzioni):  L'amnistia secondo Lino Ricchiuti , presidente nazionale del movimento Popolo Partite Iva , da dicembre federato con Fratelli d’Italia ,  dovrebbe entrare in vigore già dal 1 Luglio 2019 con una chiusura a stralcio al 10% di tutte le pendenze, fino a un massimo di 200mila euro (così come da programma elettorale del centro destra alle scorse elezioni politiche) . Potranno beneficiarne sia le persone fisiche sia quelle giuridiche. "Faccio fatica - dichiara Ricchiuti - ad ascoltare i progetti e le proposte che il governo sta tentando di adottare per rilanciare l’occupazione , è difficile rendersi conto che chi ha dato il 70% dell’occupazione in Italia è stata la micrompresa ?

Noi piccoli imprenditori massacrati da questo Stato di polizia fiscale abbiamo perso ogni fiducia e non basterà nessun incentivo per ripianare le ferite inferte , ognuno deve assumersi le proprie responsabilità . Quando viene a mancare la fiducia , anche le miglior proposte non vengono accettate , la paura è tanta , quando si è stati lasciati soli , colpiti dallo stesso Stato tramite Equitalia nel momento di maggior difficoltà.
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Ora si abbia il coraggio di chiedere scusa , e con un gesto riconciliatore che vien chiesto dal mondo delle piccole imprese si faccia una amnistia fiscale e non questa presa in giro di pace fiscale che lascerà fuori la stragrande maggioranza delle partite Iva in difficoltà . Solo mettendo un punto fermo al passato , si può tornare a pensare al futuro con maggior fiducia.

La microimpresa , orgoglio del nostro paese è stata ingiustamente umiliata, schiacciata, abbandonata, criminalizzata. Pensiamo ai tanti imprenditori al nord e al sud che sono arrivati a togliersi la vita perché incapaci di pagare i propri dipendenti o di reggere allo tsunami della tassazione, o ancora perché le banche hanno chiuso loro i rubinetti e i clienti anche loro alle prese con la crisi non li pagano. Pensiamo ai commercianti, ai piccoli negozi, alle botteghe che garantivano qualità, spazzati via dalla grande distribuzione, da mega centri commerciali dove gli“spenditori”si dimenano come in un formicaio, nella assurda speranza di placare desideri costruiti e modellati ad arte dalla pubblicità e dalla televisione. Pensiamo ancora all’artigianato, al pregio delle manifatture locali, la cui lavorazione veniva tramandata di generazione in generazione con passione e sapienza.

Avete presente poi la genuinità delle produzioni agricole tipiche delle nostre regioni, la virtuosità di un allevamento all’aria aperta, nei pascoli? Il sapore di frutta e verdura, le proprietà dei nostri cereali, la caratteristiche del nostro latte, il profumo del pane artigianale?Ora pensate a quanti danni sono stati inferti a queste attività da un regime di Polizia fiscale che ha alterato gli equilibri e ridotte tutte queste bellissime realtà a essere indebitate pesantemente con il fisco . Debiti che non potranno mai essere ripianati. Ecco perchè – conclude Ricchiuti - serve assolutamente un reset di sistema , non sceneggiate sui palchi o sui social.

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