Incinta di due gemelli, rifiutata dagli ospedali. Muore uno dei due bimbi

Un viaggio di sette ore per trovare da Domodossola un ospedale in grado di gestire la sua situazione. E' questa la sanità in Italia

pubblicato il 07/01/2014 in Attualità
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Sette ore di viaggio e 170 km percorsi da una donna incinta e che stava per dare alla luce prematuramente due gemelli ma gli ospedali l'hanno rifiutata perché non attrezzati al suo caso: morto uno dei piccoli. E' successo ad Alessandria ma la donna era partita da Domodossola. Un viaggio complicato anche dall'assenza della Stam, il mezzo del servizio trasporto assistito materno. La piccola, Aurora, non ce l'ha fatta, il fratello Cristian sta bene.

Piemonte, incinta di due gemelli rifiutata da ospedali: muore bimba
Sabato sera la donna era giunta al Dea del San Biagio di Domodossola, subito ci si era accorti di essere in presenza di un parto prematuro. Per questo i medici avevano fatto partire la richiesta di trasferimento vierso l'Ospedale Maggiore di Novara. Qui però è arrivato il primo no: il reparto di neonatologia non aveva posti per ospitare la donna.

L'unico, a quanto pare, disponibile a trattare la situazione era l'ospedale di Alessandria. Lo spiega Fabrizio Comaita, segretario della Federazione dei medici pediatri del Verbano-Cusio-Ossola. "Era notte e quindi l'elicottero non poteva alzarsi in volo, necessitava quindi un trasferimento in ambulanza - dice Comaita alla stampa -. Peccato che la sola medicalizzata fosse impegnata in un altro trasporto urgente e quindi un altro mezzo è partito da Verbania per risalire sino a Domodossola e poi correre ad Alessandria: 170 chilometri".

Aperta un'inchiesta
La Regione Piemonte ha subito avviato un'indagine. "Nonostante la riforma abbia previsto la chiusura del punto nascite di Domodossola perche' al di sotto dei requisiti minimi previsti dall'Oms e dall'accordo Stato-Regione del 2010 - puntualizza una nota della Regione - oggi questa struttura risulta ancora aperta perché in attesa di un pronunciamento del Tar".

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