L'Ocse: «l'Italia è il paese con docenti più vecchi»

A confermarlo è l'Anief, il sindacato della scuola

pubblicato il 06/01/2014 in Attualità da Angela Menna
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Angela Menna

Secondo una recente ricerca condotta dall'Anief, il sindacato della scuola fondato da Marcello Pacifico, l'età media dei docenti italiani sta crescendo sempre di più. Siamo, addirittura, la nazione con il corpo docente più vecchio al mondo. «Con il 2014 - dichiara Pacifico - altro giro di vite sulle pensioni. Ad essere penalizzate sono soprattutto le donne, che occupano oltre l'80% del personale. Nel 2014, per la pensione di vecchiaia, serviranno 63 anni e 9 mesi; per quella anticipata, invece basterà un'anzianità contributiva di 41 anni e 6 mesi».

Gli ultimi dati dell'Ocse, nel rapporto Education at a glance 2013, è emerso che le aule italiane ospitano gli insegnanti più canuti dei 32 Paesi. Secondo l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, in Italia nel 2011, 62 insegnanti su cento avevano già festeggiato i 50 anni, mentre i giovani docenti in cattedra erano un'eccezione: appena lo 0,27 per cento, cioè  27 su mille. Tale situazione è presente anche in Germania, con il 49,7% di docenti over 50 e il 4,8 under 30.

«C'è da dire che, in Italia, i nostri governanti continuano a dimenticare che l'insegnamento è scientificamente collocato tra le categorie professionali più a rischio burnout», ribadisce il presidente dell'Anief. «Mentre nel nostro paese, si continuano a tutelare altri dipendenti, come quelli di sicurezza, difesa e soccorso pubblico, che ancora possono lasciare a 57 anni, in certi casi a 53, la somma età-contributi si ferma non a quota 96, ma a 92. Non a caso nel primo semestre 2013, i dati ufficiali emessi dall'Inps, hanno rivelato che i corpi di polizia hanno lasciato il servizio a 54 anni e i militari a 57. È grave - conclude Pacifico - che a fronte di queste deroghe, per gli insegnanti, la possibilità di andare in pensione è stata posticipata, sicchè entrerà a regime tra i 67 e i 68 anni».

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