In Congo sono sempre giorni di forte tensione

L' Unicef: «Bambini reclutati in gruppi armati»

pubblicato il 30/12/2013 in Attualità da Angela Menna
Condividi su:
Angela Menna

In Congo, stamane, uomini armati hanno attaccato l’aeroporto e la sede della tv di Stato a Kinshasa, nella capitale. E' quanto hanno riportato le testimonianze di molti uomini. Alcuni giornalisti sostengono che la polizia ha circondato la sede dell’emittente, dove gli uomini armati hanno preso in ostaggio diverse persone, tra cui anche qualche giornalista. Ma ciò che rende ancor più macabra la situazione è che quaranta ribelli sono stati uccisi.
Anche l’Unicef  è intervenuta a riguardo, mettendo in luce le violenze terribili sui bambini. All’ inizio del mese di dicembre, durante gli scontri che si sono svolti nella capitale, almeno 2 bambini sono stati decapitati ed uno mutilato.«Stiamo assistendo a livelli di violenza contro i bambini senza precedenti. Sempre più bambini vengono reclutati in gruppi armati e sono anche stati presi direttamente di mira in attacchi di vendetta atroci», ha dichiarato Souleymane Diabate, Rappresentate dell’Unicef in Repubblica Centrafricana.
Anche fonti diplomatiche confermano che la situazione a Kinshasa sta tornando «sotto controllo delle forze di polizia locali, che hanno ripreso il controllo di tutti i punti nevralgici, compresa la sede della tv pubblica».
«Vi prego di aiutarci a sollecitare la Farnesina ad adoperarsi per farci tornare a casa. Non siamo noi direttamente in pericolo perché stiamo in periferia,  ma la situazione in città non ci lascia tranquilli. Ci hanno detto di restare chiusi in casa». Lo scrive in una mail all’Ansa, Enrico, umbro che con la moglie Chiara si trova bloccato in Congo a seguito delle decisioni delle autorità governative locali di fermare tutte le pratiche di adozione in corso.

Una delle 24 mamme italiane, domenica, aveva scritto una lettera al presidente del Consiglio, Enrico Letta. «La delegazione da lei inviata - ha scritto- ci ha detto che non possiamo tornare in Italia con i nostri figli. Io come posso spiegarlo alla mia bambina di sette anni, che ha conosciuto la guerra, la fame e l’abbandono?».   Anche Emma Bonino, il Ministro degli Esteri, sta seguendo l’evolversi della situazione attraverso l’Unità di crisi della Farnesina, dopo i violenti disordini di stamani nella capitale.
In questi giorni, l’ambasciata italiana a Kinshasa sta cercando di essere, più che mai, in costante contatto con le famiglie.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password