Roberto Fico, del Movimento 5 stelle , ha presentato a Montecitorio l’attività della commissione bicamerale di vigilanza Rai. Dopo sei mesi di controllo si è potuto redigere un’analisi sulla trasparenza, risparmi e obiettivi dell’azienda Rai. Un compito che gli esponenti del movimento Cinque Stelle sembrano avere portato a termine con impegno e attenzione.
Il presidente Fico ha tenuto fede al motto “Risparmio”. Il taglio dei costi in questi mesi non è stato banale. Roberto Fico ha rinunciato all’indennità aggiuntiva prevista per il suo ruolo, tanto da ottenere un risparmio netto per i cittadini di 26.712 euro l’anno. La commissione poteva usufruire di 30mila euro ma ne sono stati spesi poco meno di duecento. Delle 4mila spese di rappresentanza di cui era dotato il presidente, non è stato speso neppure un euro e l’auto blu a disposizione di Roberto Fico è rimasta sempre in garage.
Il lavoro della commissione è stato costante per un totale di 34 sedute e 21 audizioni, in tutto 48 ore e 55 minuti.
Finalmente si sono ottenute la cifre precise inerenti gli emolumenti di dirigenti e giornalisti Rai e questi sono i dati emersi: lo stipendio di un dirigente apicale raggiunge i 155mila euro lordi l’anno. Un giornalista guadagna mediamente 147 mila euro all’anno. Tre dirigenti sui 300 assunti guadagnano la bellezza di più di 500mila euro, uno tra questi guadagna tra i 400 e i 500mila e quattro tra questi dirigenti percepiscono tra i 300 e i 400mila euro all'anno. Tra i giornalisti in posizione dirigenziale solo uno di questi ottiene più di 500mila euro. Altri sei guadagnano invece da 300 a 500mila euro. In venti percepiscono una cifra annua che va dai 200 a 300mila euro l’anno. E la maggior parte di questi per l’esattezza trecento, ottengono tra i 100 e i 200mila euro.
I dati in a conoscenza della commissione sono ancora più dettagliati per fascia, ma sono riservati e il documento non può essere divulgato.
Il Movimento cinque Stelle sta inoltre lavorando a un disegno di legge per riformare il modello di governo e gestione della Rai, con l’obiettivo di eliminare l’ingerenza della politica nell’azienda di viale Mazzini.

