Melucci contro Di Maio. Il sindaco di Taranto ha annunciato che diserterà il vertice sull'Ilva convocato dal ministro per lo Sviluppo economico, finito sotto gli strali del primo cittadino pugliese per il suo "dilettantismo spaccone che spaccia per trapsarenza e democrazia", mentre in realtà c'è "solo un vuoto di proposte e coraggio".
"Poco dopo le 21:30 di sabato - spiega il primo cittadino -, l'invito al tavolo Ilva del 30 luglio è stato revisionato, non integrandolo magari coi parlamentari ionici, ma estendendolo addirittura a una serie di sigle pseudo associative e comitati, tra i quali si rinvengono quelle delle aggressioni in Prefettura nel giorno dell'ultimo tragico incidente nello stabilimento, sigle dunque spesso inclini al dileggio delle Istituzioni, sigle che hanno parte della responsabilità di aver lacerato la comunità ionica in questi anni".
Secondo Melucci, Di Maio "ha scelto i suoi interlocutori e ha tracciato definitivamente la linea dei lavori, contro ogni nostro ulteriore possibilismo. Il Comune di Taranto non parteciperà a nuove iniziative in questa forma. L'azienda e i Commissari sanno dove trovare il sindaco quando la legge della Repubblica Italiana prevederà il suo coinvolgimento".

