Buttafuori ucciso a Bologna: dopo 20 anni è stato preso il killer con una nuova tecnica di indagine

Sono state usate nuove tecniche per il cold case: il teatro virtuale

pubblicato il 04/06/2018 in Attualità da Samantha Ciancaglini
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Samantha Ciancaglini

Dopo 20 anni, l'assassino del buttafuori ucciso a Bologna è stato preso. Per risolvere questo cold case sono state utilizzate nuove tecniche di indagine.

Valeriano Poli è stato ucciso sotto casa sua il 5 dicembre del 1999 con otto colpi di pistola, via Foscerara, alla periferia di Bologna. L'uomo era appena sceso dall'auto quando cadde in un vero e proprio agguato: l'assassino sparò 8 colpi di pistola calibro 7.65: uno lo colpì alla testa, uno al cuore e gli altri sei in diverse zone del corpo. Alcune settimane prima di essere ucciso, il buttafuori rimase coinvolto in una rissa davanti alla discoteca 'Tnt' in via Corticella, nella quale rimase ferito un ventenne di Vignola.

Emesso un provvedimento di custodia cautelare per il presunto assassino, un 59enne di bologna. Un altro indagato risulta, invece, essere colpevole di favoreggiamento.

Le indagini, coordinate dalla procura di Bologna, sono state condotte dagli uomini della squadra mobile di Bologna e da quelli dell'Udi, l'Unità delitti insoluti della Direzione anticrimine centrale della Polizia.

Ad "acciuffare" il killer una nuona tecnica di indagine: l' 'Analysis of virtual evidence', il cosiddetto 'teatro virtuale': si tratta di una innovativa tecnica di comparazione tridimensionale utilizzata per la prima volta in Italia in ambito forense.

Grazie al teatro virtuale, sostengono gli investigatori, è stato possibile a così tanti anni di distanza dal delitto raccogliere comunque un "quadro indiziario grave, preciso e concordante" a carico del presunto assassino.

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