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8 marzo 2018: Giornata mondiale della donna

Incontro con gli studenti dell’Istituto Alberghiero di Pescara

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Women’s Day, incontro dedicato alla giornata mondiale della donna, l’8 marzo, all’Istituto Alberghiero De Cecco di Pescara, ha visto la presenza di donne che hanno lottato e lottano a vario modo per la giustizia verso le persone. Grande impatto verso gli studenti presenti, la comunicazione fatta da Ilaria Cucchi, sorella di Stefano morto otto anni fa a seguito delle percosse subite durante l’arresto.

Ilaria Cucchi, nominata Donna dell’anno 2017, ha tenuto alta l’attenzione della platea raccontando la “storia” di suo fratello Stefano nella sua vita e durante il triste episodio dell’arresto.
“Mio fratello Stefano, era un fratello allegro e sempre presente in famiglia, ma a 16 anni un mostro è entrato nella sua vita e nella nostra vita: la droga. Da allora Stefano non è stato più lo stesso, non era più quel fratello allegro e sorridente, ma una persona che si nascondeva e che mostrava sul viso tutto il suo malessere. Finalmente la disintossicazione e di nuovo un ragazzo sorridente, ma, purtroppo, la droga non era del tutto uscita dalla sua vita e dalla nostra famiglia. Stefano era ricaduto ed era divenuto, abbiamo saputo poi, anche spacciatore forse per procurarsi la droga. Tutto questo lo abbiamo saputo una mattina di otto anni fa quando la vita di sorella e di madre è stata completamente stravolta. Si sono presentati alla porta, di mia madre, i Carabinieri per fare una perquisizione in quanto mio fratello era stato arrestato per droga e spaccio.
Da allora è iniziato il calvario che nel giro di pochi giorni ha portato Stefano alla morte.
Otto anni fa non ci è stata comunicata la morte di mio fratello, ma i Carabinieri si presentarono da mia madre con un foglio, pieno di riferimenti legislativi, incomprensibile, dove si comunicava che a Stefano sarebbe stata fatta l’autopsia.
Ho lottato per otto anni contro le Istituzioni che non volevano riconoscere per lo meno il sospetto di quella morte visto che, mio fratello, presentava contusioni di un evidente pestaggio. Mio fratello è morto di dolore quando il cuore non ha più resistito e si è fermato.
Ho sempre lottato per avere giustizia di quella morte sospetta, mio fratello non era un santo ma una persona che non ha avuto rispetto. Ed è proprio per il riconoscimento del rispetto e della giustizia che ho sempre lottato fino ad avere un processo bis proprio ad opera di quelle Istituzioni che finalmente hanno voluto vedere che cosa effettivamente fosse successo a mio fratello dall’arresto fio alla morte.
Oggi vado nelle scuole per parlare di quanto accaduto, non solo per rivendicare i diritti violati di mio fratello, ma per iridare una speranza a voi ragazzi per poter crescere in una società giusta lottando sempre a favore della legalità”.

A queste parole, dette con accorato dolore e sottolineate dalla speranza che non deve mai morire nei ragazzi, che sono il presente ed il futuro della società, ha fatto seguito un intervento della dott.ssa Eide Spedicato, sociologa, molto conosciuta e stimata per la competenza la chiarezza dei suoi interventi.
“Ilaria Cucchi – ha detto– è un esempio positivo di donna la cui lotta ci fa capire come ancora occorra rivedere la grammatica del patto sociale che continua a vedere la donna come un essere inferiore rispetto all’uomo. La violenza è figlia di tale visione sociale ed è una lettura distorta del potere e, se la violenza si perpetua, vuol dire che qualcosa è sbagliato nel nostro sistema educativo. Purtroppo continuiamo a vivere in un clima di indifferentismo diffuso. Il bene comune è alla base sociale, ma stiamo vivendo un tempo di completa inaffettività. La Scuola è l’unico caposaldo , ma la famiglia, oggi, è nemica della Scuola e molto spesso ritiene che il bullismo sia solo una ragazzata. In questa società liquida è difficile esercitare la libertà che è tale se si accompagna alla responsabilità. Bisogna fare le cose sulla base di una scelta sapendo che ciò che faccio senza regole è barbarie”.

Valentina D’Agostino, procuratore, nel ricordare che le Istituzioni, come nel caso Cucchi, possono sbagliare, ma che non bisogna perdere fiducia in esse, ha parlato delle donne i magistratura leggendo alcuni passi di un libro scritto dalla prima donna magistrato.
Fino al 1963 le donne non erano ammesse in magistratura, ma nel 1965 Gabriella Luccioli, fu nominata al seguito di concorso e nel suo libro narra di tutte le angherie subite dai collegi maschi e di quanta difficoltà ha avuto nel portare avanti un incarico che nel tempo l’ha vista in ruoli sempre più importanti.

Presente anche Danielle Mastrangelo, nuova Consigliera di Parità della Provincia di Pescara, designata da pochi giorni che ha voluto sottolineare che occorre ancora oggi è necessaria una rivoluzione culturale che riveda e modifichi i ruoli stereotipati dell’uomo e della donna.
Infine, in rappresentanza di tutti gli studenti, Alessandra Partenza, studentessa della V sezione enogastronomia, ha letto un documento nel quale ha evidenziato che:
” tante sono le battaglie che ancora oggi devono fare le donne per rivendicare il proprio ruolo sociale e, in cui, la scuola gioca un ruolo strategico fondamentale nella formazione delle coscienze”.

La Dirigente Alessandra Di Pietro, che aveva aperto e concluso i lavori ricordando che:
“Parlare di legalità nelle scuole è fondamentale perché significa educare al rispetto delle regole, di se stessi, al merito, alla giustizia, all’integrità, al rispetto dell’altro, valori che sono essenziali nel processo formativo. Occorre far capire ai ragazzi il senso di queste parole che devono diventare sostanza, e quindi è necessario che ne comprendano in modo profondo il significato. Oggi abbiamo colto la giornata dedicata alle donne per indurre i ragazzi a riflettere sull’impegno civile delle donne nell’attuale contesto sociale. È importante che i messaggi forti, il senso dei valori etici, il combattere contro ogni compromesso, il non avere paura, l’essere determinati nel seguire la strada diritta, arrivino dalle testimonianze dirette di coloro che non hanno chinato la testa dinanzi alle ingiustizie”.


Il pittore Paolo Foglia, sempre presente nelle manifestazioni organizzate dal Premio Borsellino, ha donato ad Ilaria Cucchi un quadro che raffigura il fratello Stefano rappresentandone con l’intensità dello sguardo il vero carattere.
Presenti all’incontro Gabriella Sperandii, presidente dell’associazione Premio Borsellino e Leo Nodari anima e organizzatore delle iniziative.
 

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