Approvate dal Senato mozioni contro la povertà

Tra le misure l'estensione della social card e interventi sulle politiche abitative

pubblicato il 26/06/2013 in Attualità da a cura della redazione
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Sono state approvate oggi dal Senato una serie di mozioni contro la povertà che prevedono misure come ad esempio l'estensione della social card, interventi di riforma delle politiche abitative, promozione dell'integrazione tra le politiche socio-assistenziali e sanitarie.

Il primo documento approvato dall'aula è stato quello del Pd, a prima firma del senatore Stefano Lepri, che impegna il Governo ad adottare misure urgenti per l'incremento del fondo nazionale per le politiche sociali, l'estensione della sperimentazione della social card, con particolare riguardo ai nuclei familiari con figli minori, e la destinazione di ulteriori risorse al sostegno della morosità incolpevole. La mozione, inoltre, precede la distribuzione del fondo per le politiche sociali nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni e impegna il Governo a inserire nel programma nazionale di riforma anche interventi rigurdanti le politiche sociali e abitative.

Tra le mozioni approvate anche quella della Lega Nord, illustrata dal senatore Raffaele Volpi, che prevede l'adozione del federalismo fiscale destinando al contrasto della disoccupazione e all'emergenza abitativa le risorse provenienti dall'applicazione dei costi standard. 

Passata anche la richiesta del Pdl, firmata da Giuseppe Esposito, che impegna l'esecutivo a riferire annualmente al Parlamento sulle iniziative contro la povertà, in termini di sostegno al reddito e servizi alla famiglia, e ad invertire la tendenza dei tagli lineari nell'assitenza, aggredendo la spesa improduttiva e promuovendo l'integrazione tra le politiche socio-assistenziali e sanitalire, con il rilancio del piano nazionale contro la povertà e l'esclusione promosso dal quarto Governo Berlusconi.

Accolto anche l'ordine del giorno di Sel che chiedeva al Governo di emanare un proveddimento urgente per adottare le misure necessarie contro la povertà.

Respinta invece approvata la mozione del Movimento 5 Stelle, che riguardava iniziative per introdurre il reddito minimo garantito, reperire le risorse necessarie attraverso la lotta all'evasione fiscale, l'incremento delle imposte sul gioco d'azzardo, la redistribuzione delle retribuzioni d'oro, a l'attuazione di specifiche politiche per inoccupati e disoccupati tra i 30 e i 54 anni.

In aula era presente anche il viceministro del Lavoro Cecilia Guerra, che ha precisato come le misure contro la povertà debbono avere un carattere strutturale e non assistenziale. Ha poi ricordato che gli impegni del Governo sono vincolati dai limiti della finanza pubblica e che il mancato riparto del fondo per le politiche sociali dipende da previsioni normative. Tra le modifiche richieste, quella di sopprimere la quantificazione delle risorse, il riferimento all'incremento delle imposte sul gioco d'azzardo e il richiamo al reddito minimo garantito. Su quest'ultimo punto si è arenata la mozione M5S, per l'indisponibilita' espressa a tale soppressione.

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