I mondiali di Russia di quest’anno si preannunciano ricchi di novità, a cominciare dal possibile debutto del VAR nelle partite ufficiali.
Stando a quanto riporta La Gazzetta Dello Sport, la fiducia del presidente FIFA Gianni Infantino nella nuova tecnologia arbitrale sarebbe assodata, il che significa un probabile via libera al suo impiego durante la prossima coppa del mondo.
Roberto Rosetti, arbitro responsabile del progetto VAR in Italia, ha dichiarato ai microfoni di Radio Anch’io che le probabilità d’impiego del sistema di video-assistenza arbitrale siano molto buone, anche se molto dipenderà dalla riunione prevista per il 3 marzo prossimo dell’IFAB, ossia l’organo legale del calcio mondiale deputato alle modifiche del regolamento.
I risultati positivi ottenuti in Italia nonostante le polemiche hanno incoraggiato i vertici del calcio ad introdurre e promuovere lo strumento del VAR negli stadi di tutto il mondo, e un’occasione come i prossimi mondiali di Russia sono una vetrina ideale per mettere in evidenza l’impatto sociale e tecnico del VAR che ha avuto finora nei paesi in cui è in via di sperimentazione.
Nonostante alcuni limiti tecnici e regolamentari, l’utilizzo del VAR nelle competizioni FIFA segnerebbe comunque l’avvento di una nuova era del calcio giocato, con l’obiettivo dichiarato di aiutare l’arbitro – al quale spetta sempre l’ultima decisione finale su ogni suggerimento – nell’interpretare alcuni casi limite o nel edere alcuni particolari sfuggiti nella concitazioni delle varie fasi di gara.
Polemiche animaliste in Russia per la soppressione di massa dei cani randagi
Anche se le principali testate sportive stanno già pronosticando i probabili risultati dei mondiali del 2018, non tutti i mass media hanno dato risalto alla campagna massiva di soppressione dei cani randagi portata avanti dal governo russo in vista della manifestazione sportiva.
Stando a quanto riporta Il Fatto Quotidiano, sarebbero stati assunti volontari per catturare e sopprimere gli animali presenti nelle 11 città che ospiteranno la fase finale della coppa del mondo.
Ekaterina Dmitrieva, a capo dell’organizzazione animalista City Animal Protection Foundation, avrebbe lanciato una petizione su Change.org per fermare la strage di randagi perpetuata dalle amministrazioni russe.
Il budget stanziato per catturare i cani senza padrone sarebbe di un milione e mezzo di euro, mentre la cifra che ogni volontario incasserebbe sarebbe pari circa a 130 euro.
Una secca smentita in merito a queste accuse è arrivata dal vice premier russo Vitaly Mutko, il quale ha annunciato che gli stanziamenti previsti sono stati utilizzati per costruire rifugi e strutture destinate ad accogliere i randagi in attesa di un’adozione.
L’organizzazione della Dmitrieva ha comunque inoltrato un esporto ai vertici della FIFA, la quale tuttavia si è defilata in modo vago dal supportare la campagna animalista, con la scusa dell’impellenza delle questioni burocratiche e amministrative legate all’organizzazione dei mondiali di Russia.
Puma denuncia un mancato guadagno a causa della mancata partecipazione dell’Italia
Altra notizia interessante sui mondiali di Russia riportata dal quotidiano La Repubblica, questa volta però di carattere economico, è legata allo sponsor tecnico Puma, partner di molte nazionali di calcio, tra cui l’Italia è di certo una delle più blasonate.
La mancata partecipazione degli Azzurri alla prossima coppa del mondo sarebbe causa di mancati introiti nelle casse della multinazionale, almeno secondo quanto dichiarato dall’AD di Puma, il norvegese Björn Gulden: infatti le stime di crescita del brand sono state stimate intorno al 10% per il 2018, contro il 14% dichiarato nel bilancio dell’anno passato.
“Anche il Senegal non potrà compensare la perdita dell'Italia”, ha dichiarato Gulden, aggiungendo che la partecipazione alla fase finale di altre due nazionali sponsorizzate da Puma, vale a dire Svizzera e Uruguay, non compenserebbe comunque gli ammanchi derivati dalla vendita del merchandising degli Azzurri. Una batosta pesante per le casse del brand made in China, che per ora non ha reso note le cifre.
Unica nota positiva in casa Puma è l’accordo raggiunto col Milan in questi ultimi giorni, che ha visto il marchio del Dragone sostituire nella partnership coi rossoneri la tedesca Adidas.
A tal proposito, il binomio Adidas-Nike avrebbe invece un notevole ritorno economico dai risultati dei mondiali 2018: infatti i grandi nomi accreditati per la vittoria finale appartengono tutti a questi marchi, come ad esempio Brasile, Argentina, Inghilterra, ma anche Spagna, Germania, Nigeria, Polonia e la stessa Russia.
Se poi tra questa rosa di nomi vi fosse anche il vincitore della manifestazione, è chiaro che il ritorno economico sarebbe ancor più importante. Un’ipotesi non così peregrina, visto che tra le nazionali vestite dai due colossi vi sono le Furie Rosse di Isco e compagni, il Brasile del fenomeno Neymar, l’argentina di Messi e Cavani, così come la Germania di Neuer e la polonia del centravanti del Bayern di Monaco Robert Lewandowski.
Per quanto riguarda infine la mancata partecipazione degli Azzurri alla coppa del mondo 2018, Gulden ha auspicato una svolta che rimetterà finalmente in carreggiata l’Italia a livello calcistico.

