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SFIDUCIATO IL “PICCOLO GRILLO” SINDACO DI BACOLI

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L’avventura del «piccolo Grillo» di Bacoli arriva alla fine dopo un solo anno. Josi Gerardo Della Ragione, il 29enne blogger eletto sindaco al ballottaggio con oltre il 64% dei consensi il 14 giugno 2015, è stato sfiduciato da nove consiglieri comunali su quindici, portando il piccolo comune del napoletano - 26mila abitanti ma soprattutto un lungomare che ospita decine di stabilimenti balneari - a un inevitabile commissariamento. È una storia emblematica quella di Della Ragione. Dal suo blog freebacoli.it - circa quattromila contatti al giorno - ha passato diversi anni a denunciare e documentare le malefatte della classe politica locale. Da qui l’idea di trasformare il portale internet in un’avventura politica, culminata in un’elezione a sindaco che un anno fa apparve sorprendente. Alla luce delle ultime amministrative, però, lo è molto meno. Della Ragione, infatti, ha interpretato con un anno di anticipo quello che sarebbe successo nel giugno del 2016, con candidati grillini o civici capaci di sconfiggere al ballottaggio forze politiche molto più strutturate sul territorio. E a segnalare le vicinanze con il Movimento 5 Stelle vi furono anche i numerosi endorsement di esponenti grillini, come Luigi Di Maio, che nel gennaio del 2015, ospite con Ferdinando Imposimato a un convegno di Freebacoli pronunciò un’indicazione di voto chiarissima: «Freebacoli è una realtà che tiene insieme i cittadini 365 giorni all’anno e non scompare il giorno dopo le elezioni. Josi è la punta di diamante di una squadra che fa tanto per il territorio, Bacoli può sognare un sindaco come Della Ragione». Ma il contatto con la realtà amministrativa è stato molto complicato. Il sindaco ha visto diversi consiglieri lasciare il suo movimento per allearsi infine con pezzi del centrodestra e decretare la decadenza del primo cittadino. I «dissidenti» hanno puntato il dito contro la «disinvolta politica di alleanze opportunistiche, come quella col Pd» e «i casi di intolleranza e intimidazione dei dissenzienti sempre più numerosi e gravi, accompagnati da atti completamente al di fuori della legge». Versione opposta, ovviamente, quella dell’ormai ex sindaco: «Hanno traditola città, evidentemente abbiamo calpestato i piedi dei poteri forti. D’altronte, stavamo sottraendo la spiaggia libera assegnata abusivamente e poi era in corso un piano di riconversione turistica». Quale che sia la verità, la vicenda campana è emblematica di come non sempre le avventure nate sul web finiscono in gloria. Talvolta il confronto con la realtà riserva amarezze, frenate e compromessi. E rappresenta un monito per chi, baciato dalla gloria dell’antipolitica passa rapidamente dalle (cinque) stelle alle stalle. – 16 luglio 2016 

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