Sabato scorso il candidato sindaco grillino di Roma Virginia Raggi e l’onorevole romano dei 5 Stelle Stefano Vignaroli, vicepresidente della Commissione bicamerale d’inchiesta per il ciclo illecito dei rifiuti, stavano presentando il programma rifiuti del M5S a Piana del Sole, frazione di Roma, quando un uomo è corso in sala, urlando, si rivolge a Vignaroli, che sta parlando: «A Ste’, ce stanno i vigili!». E lì succede una cosa tipicamente romana, che tu sia dei Cinque Stelle, di un altro partito o un semplice cittadino seduto davanti al barbiere oppure in fila in pizzicheria: tutti si alzano, la sala si svuota, Raggi e Vignaroli restano quasi increduli a parlare (o, meglio, a non parlare più) a delle sedie vuote. Si alza anche la senatrice Paola Taverna, poi la deputata Roberta Lombardi e alla fine anche Vignaroli. “Siamo usciti in strada come per un riflesso condizionato, mica ci siamo alzati perché pensavamo di avere la coscienza sporca”. “Come se uno gridasse c’è una bomba” – dice l’onorevole Stefano Vignaroli in una intervista al Corriere della Sera, sulla vicenda dei vigili a Piana del Sole. A parte questo episodio, a chi non è mai capitato di prendere una multa per divieto di sosta? Avvicinarsi alla propria macchina e trovare sul vetro, sotto le spazzole del tergicristalli il foglietto della multa. O arrivare alla propria vettura esattamente nel momento in cui il vigile sta scrivendo il verbale è successo a molti almeno una volta nella vita. E’ accaduto anche a Roberta Lombardi del Movimento 5 Stelle, che su facebook si lamenta del fatto che i vigili urbani non volevano farle la multa né decurtarle i punti dalla patente per l’infrazione commessa. Ha dovuto far valere il suo status di onorevole per obbligare i vigili urbani a farle la multa, scrive. O come il consigliere comunale grillino di Legnano Riccardo Olgiati, che sempre su facebook scrive, ad aprile del 2015: "Ieri sera ho parcheggiato sul marciapiede in divieto (dove però ovviamente non dava fastidio a nessuno) e ho messo fuori una multa vecchia così se passavano i vigili vedevano che me l'avevano già fatta altri e tiravano dritto. Beh, mi hanno rubato la multa per usarla e fare la stessa cosa". Dopo aver scatenato un vespaio di commenti sul social, ha promesso di rinunciare al primo gettone di presenza in consiglio (34 euro) per rimediare all’errore. E della multa presa a Roma – secondo quanto riferisce il consigliere del PD Danilo Risi - dall’auto elettrica del comune 5 Stelle di Pomezia usata impropriamente e pagata dal comune? Diventando di fatto da macchina verde a auto blu. “Lei non sa chi sono io! Sono una Consigliera regionale del Movimento 5 Stelle!”. Stefania Batzella lo ha fatto notare con toni anche molto accesi, alla vigilessa che a Torino, nella centrale piazza Solferino, l’ha multata dopo aver trovato l’auto della grillina, originaria di Susa, senza assicurazione: 800 euro e in più il sequestro dell’Audi grigia. Batzella ha poi smentito la ricostruzione della lite, aggiungendo di aver pagato subito la multa, aggiungendo in coda che “Se qualcuno si fosse sentito offeso porgo in ogni caso le mie scuse”. Dopo aver ricevuto a casa una multa per eccesso di velocità, il consigliere del Movimento 5 Stelle alla Regione Lazio si sfoga su Facebook: "168,80 euro di multa!! per aver superato di 11kmh la velocità max sulla Pontina (90 kmh), da pagare entro 5 giorni, altrimenti 236 euro. E -3 punti sulla patente. Ma è giusto?". Purtroppo il suo sfogo non ha raccolto molti messaggi di solidarietà, tutt'altro. Il post di Barillari non è affatto piaciuto. Il consigliere grillino è stato subito bersagliato. Tanto che si sente di "dovere" di rettificare alla svelta: "Io pago la multa. Mai detto di non pagare. Chiedevo info". "La legge è legge. Stacce", gli fa presente un utente. Mentre un altro gli ricorda "Paolo Taverna che parcheggia sulle strisce". Infatti, voleva essere un video di ringraziamento dopo i tre mesi da capogruppo al Senato per il MoVimento 5 Stelle. Una celebrazione di quello che, nell'immaginario pentastellato, dovrebbe essere il prototipo del vero politico. La Taverna è ripresa nella sua casa in quartiere popolare (perché ha mantenuto contatto con le origini e non è diventata una della Ka$ta), mentre fa la raccolta differenziata dei rifiuti e parla con la "ggente" per strada. Ma, ecco l'autogol: la cittadina Paola Taverna ha parcheggiato la sua auto sulle strisce pedonali. Nell'ampio concetto di legalità e di onestà, sbandierato in tutte le salse dai grillini, manca il codice della strada? – 26 maggio 2016
