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Sentenza sull’Italicum: le reazioni dei partiti

Lega, Fratelli d'Italia e Movimento 5 Stelle chiedono il voto subito. Il Pd punta al "Mattarellum" o al voto. Forza Italia chiede l'armonizzazione delle leggi tra Camera e Senato. Sinistra italiana chiede una nuova legge

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La sentenza della Corte Costituzionale sull’Italicum è stata accolta dai partiti in modo molto diverso a seconda dello schieramento e della collocazione parlamentare.

Emanuele Fiano, responsabile Riforme istituzionali del Pd, ha detto che a “dispetto delle polemiche e delle accuse infondate la verità è che l’Italicum ha superato il vaglio della Consulta, su tutti i principali punti in discussione, tranne che sul ballottaggio, come era logico aspettarsi dopo l’esito del referendum del 4 dicembre scorso”. Su come procedere , Fiano se da un lato ha ricordato che le due leggi sono “pienamente costituzionali in virtù del pronunciamento della Corte”, dall’altro ha detto che il Pd aveva proposto il ritorno Mattarellum si cui i democratici sono pronti a discutere ma senza escludere l'ipotesi di voto immediato. “Di fronte ad una eventuale indisponibilità delle altre forze politiche – chiude Fiano - , abbiamo due leggi elettorali con cui si può votare subito”.

Le opposizioni invece vanno tutte all’attacco di Renzi e del Pd anche se con obiettivi molto diversi.

Il deputato di Sinistra Italiana, Arturo Scotto, ha affermato: “Come è evidente a tutti la sentenza della Corte Costituzionale, che leggeremo con attenzione, boccia la legge elettorale che secondo Renzi ci avrebbero copiato in tutta Europa”. “Dopo la riforma Costituzionale cancellata dal 60 per cento degli elettori – ha continuato il deputato - adesso anche l'Italicum in larga parte salta. Cosa resta di questi mille giorni di Governo Renzi? Praticamente nulla”. L’esponente di Sinistra Italiana, tuttavia, non chiede il voto immediato ma l’avvio della discussione su “una nuova legge elettorale in Parlamento”. Anche un altro esponente di SI, l’ex Pd Alfredo D’Attorre afferma che “ora tocca al Parlamento lavorare rapidamente a un'armonizzazione dei due sistemi elettorali, necessaria per andare al voto”.

Forza Italia, con una nota del suo gruppo parlamentare, concentra la sua attenzione sull’omologazione delle leggi tra Camera e Senato. “Aveva ragione il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – si legge nella nota di FI-: la totale difformità tra il sistema elettorale della Camera dei Deputati (come disegnato oggi dalla Consulta) e quello del Senato della Rpubblica (il “Consultellum” della sentenza della Corte del 4 gennaio 2014) necessita di un deciso di un deciso intervento parlamentare per armonizzare i due sistemi di voto".

Di tutt’altro avviso è Beppe Grillo secondo il quale l’unico passaggio da fare è l’armonizzazione delle due leggi tra Camera e Senato per poi andare subito al voto. “Questo è il nostro obbiettivo per poter governare – ha scritto Grillo sul blog - .Ci presenteremo agli elettori come sempre senza fare alleanze con nessuno. L'alternativa sono gli stessi partiti che hanno distrutto l'Italia. Il Legalicum per ora è valido solo alla Camera, al Senato c'è ancora il vecchio Consultellum. La nostra proposta, fin dal giorno della vittoria del NO al referendum, è sempre la stessa: applichiamo il Legalicum al Senato con i dovuti correttivi e andiamo a votare subito. Ci vuole una legge di poche righe e i voti dei parlamentari”. Infine il leader pentastellato lancia un attacco agli partiti: “C'è una proposta di legge del MoVimento 5 Stelle già depositata in Parlamento, chi non la voterà lo fa perchè vuole intascarsi la pensione a settembre, dopo appena quattro anni e mezzo di lavoro quando un cittadino normale non sa neanche se arriverà mai a prenderla”.

Anche Lega Nord e Fratelli d’Italia chiedono il voto immediato. Giorgia Meloni ha scritto su Twitter: “Ora che abbiamo anche una legge elettorale non ci sono più scuse: sabato 28 gennaio tutti in piazza a Roma per chiedere elezioni subito”. Salvini dopo la sentenza ha indicato addirittura una data ipotetica per il voto. “La sentenza della Consulta sull'Italicum significa voto subito – ha detto il leader della Lega -. E' una bella giornata per la democrazia, spero che Gentiloni, Renzi, Alfano e compagnia non abbiamo paura degli italiani: la primavera è alle porte, spero porti le elezioni. E calendario alla mano, il 23 aprile penso possa essere una bella giornata di liberazione nazionale, in cui gli italiani possano riprendere il controllo".

L’ultima parola sullo scioglimento eventuale delle camere spetta in ogni caso al Presidente della Repubblica Mattarella il quale probabilmente sceglierà non solo in base ai tempi parlamentari per un’eventuale intervento legislativo sulla legge elettorale, ma anche in base ai prossimi impegni internazionali dell’Italia come le celebrazioni dei 60 anni dei Trattati di Roma o il prossimo G7 che si terrà a maggio in Sicilia. E stando agli ultimi orientamenti, evidenti anche durante la crisi del Governo Renzi, Mattarella sembra più propenso a privilegiare l’ipotesi di un governo in carica e con pieni poteri invece dell’incognita elettorale.

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