Italia: addio al 2016 in deflazione, oltre 561.000 i licenziamenti

La fotografia economica dell'Italia con i dati e le cifre degli ultimi sette giorni

pubblicato il 19/01/2017 in Attualità da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Tito Boeri

Fmi (lunedì 16 gennaio). Riviste al ribasso le stime relative alla crescita dell’Italia nell’anno appena iniziato: non superano il +0,7%. "È importante fare di più per quanto riguarda le banche"; commenta Washington: positivo, comunque, il solco tracciato da Renzi.

Luxottica (lunedì 16 gennaio). Raggiunto l’accordo per la fusione con i francesi della Essilor. L’operazione vale 50 miliardi. A Leonardo Del Vecchio, fondatore e presidente di Luxottica,rimarrà la fetta più consistente di azioni, pari al 30%.

Istat (martedì 17 gennaio). Confermati i dati già apparsi negli ultimi giorni: l’Italia ha chiuso il 2016 in deflazione. Se si guarda alla media annuale, i prezzi al consumo hanno registrato una variazione negativa (-0,1%).

Inps (martedì 17 gennaio). Il presidente Boeri lancia l’allarme alla Commissione Lavoro del Senato: in Italia “in dieci anni, dal 2005 al 2015, la quota di famiglie in povertà assoluta è raddoppiata, e non accenna a diminuire.”  Situazione drammatica soprattutto nella fascia di famiglie il cui capo famiglia ha meno di 65 anni: occorre mettere mano al riordino delle prestazioni previdenziali perché, aggiunge Boeri, “è premessa indispensabile per evitare poveri di serie A e di serie B.” Ad approfondire questo divario ci si è messo anche il Sia, il Sostegno di inclusione attiva che lo scorso settembre ha mandato in pensione la vecchia carta acquisti e prevede un sostegno mensile di 80 euro alle famiglie più bisognose: secondo Boeri, la sua estensione a tutto il territorio nazionale  non è stata una mossa intelligente (la vecchia social card circolava in via sperimentale dal 2013 in sole dodici città italiane), perché, nello stesso momento in cui ha incluso molti nuclei familiari disagiati ne ha lasciati fuori altrettanti se non di più. (Giovedì 19 gennaio) Si ferma la corsa all’acquisto dei voucher: a dicembre 2016 ha toccato la stessa quota già registrata nello stesso periodo del 2015. Questo, secondo via Ciro il Grande, è l’effetto delle norme sulla tracciabilità dei buoni lavoro, entrate in vigore dalla seconda metà di ottobre. Di fatto, l’intero 2016 ha visto un aumento dell’acquisto dei buoni lavoro pari a +23,9% rispetto al 2015, ma a partire da ottobre c’è stata una flessione tale che i dati di dicembre, 11,5 milioni di voucher venduti, risultano praticamente identici a quelli di dodici mesi prima, quando a comprare voucher erano stati 11,4 milioni di lavoratori.
Capitolo licenziamenti: nei primi 11 mesi del 2016 sono stati 561.862, in aumento del 4% sullo stesso periodo del 2015. In calo, invece le ore di Cassa Integrazione: lo scorso anno, infatti, le aziende hanno richiesto all’istituto 581 milioni di ore, -14,8% rispetto a tutto il 2015.
 

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