La prostituzione in Italia

Cosa succede nel modo della prostuzione nel nostro paese

pubblicato il 16/01/2017 in Attualità
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Secondo gli ultimi dati  in Italia si contano  35.000 donne che si prostituiscono , il 19% delle quali minorenni, e di 3 milioni di clienti, il 60% dei quali sposati, per un giro d’affari di almeno 2 miliardi di euro l’anno.
 

Tra queste vi sono donne che hanno scelto la professione in modo consapevole e di propria volontà, di qualche giorno fa l’intervista a donna Moderna di  una donna che ha scelto  deliberatamente di fare la escort in un locale del Canton Ticino, dove prostituirsi è un’attività come un’altra, svolta in tutta sicurezza e regolarmente tassata.  Dove è sufficiente comunicare la propria presenza alla polizia allegando documenti e analisi mediche: ottenere un permesso quinquennale, revocabile che può essere revocato in  qualsiasi momento se la donna non ha  un alloggio o un datore di lavoro, o se non trasmette con cadenza mensile i suoi guadagni al fisco.

Ma questa è una storia a parte perché  la maggior parte delle donne che svolgono la professione lo fanno per strada e vivono situazioni di violenza e sfruttamento. 
Il 92% di loro proviene  da Nigeria, Romania, Albania e America Latina, cresce il numero delle italiane  in crescita anche di quelle di mezza età.

Poche pure le denunce contro i clienti: meno di un migliaio quelle del 2015, equamente divise fra sfruttamento, atti osceni e prostituzione minorile.
 In strada le prostitute di colore si concedono per 40 euro, ma un rapporto orale consumato in macchina ne vale al massimo 25. Con le bianche si va da 40-50 a 100 euro, però a casa o in albergo ne serve il doppio. La crisi calmiera i prezzi, ma costringe le prostitute a lavorare molto di più. D’altro canto, il profitto dei protettori, che trattengono per sé quasi tutti i soldi e girano alle ragazze solo il necessario per cibo e vestiti, continua a salire.

Negli ultimi anni la tregua criminale e l’afflusso di migranti hanno reso più visibile il fenomeno soprattutto nelle grandi città, dove la spartizione etnica dei viali è rigidissima. Ma chi controlla le rotte dei clandestini controlla anche buona parte del mercato della prostituzione in appartamenti, hotel e centri massaggi.

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