Hanno vinto loro, gli ultras della Nocerina, che hanno deciso che il derby Salernitana-Nocerina non si dovesse giocare. Le minacce di morte ai calciatori rossoneri hanno potuto di più delle rassicurazioni della Questura.
Il derby dell'Arechi parte con oltre mezzora di ritardo, ma dopo ventuno minuti l'arbitro Sacchi di Macerata è stato costretto a decretarne la fine. Terrorizzata, la Nocerina ha fatto di tutto per chiuderla il prima possibile: tre sostituzioni dopo appena 50 secondi.Poi gli infortuni a raffica: ben cinque, tutti guai muscolari, in 21 minuti. Il regolamento parla chiaro: in sei non si può giocare. E allora stop. A Salerno ha vinto la paura, il ricatto degli ultrà della Nocerina, cui il questore aveva vietato la trasferta. Già al mattino, del resto, c'erano stati elicotteri della polizia, cori offensivi, minacce che avevano intimorito i calciatori rossoneri. Poi la farsa grottesca dell'Arechi. Ora si aspettano le dedicisioni della giustizia ordinaria e sportiva.
E a chi, come il sindaco di Nocera, Manlio Torquato, parla ambiguamente di eccesso di prevenzione da parte delle autorità , il direttore generale della LegaPro, Francesco Ghirelli, risponde così a Radio24: "Noi ci abbiamo messo la faccia nelle settimane scorse, andando in mezzo alle tifoserie per dialogare; lui non so se ha fatto altrettanto... Nessun atto di violenza può essere tollerato".

