Famiglie con figli disabili non aiutate ma penalizzate

Un episodio di cronaca conduce a tristi riflessioni

pubblicato il 22/11/2016 in Attualità da Sabrina Vara
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Sabrina Vara

Una famiglia di Roma, composta da un uomo di 42 anni Emmanuel, la moglie Giovanna e tre figlie di cui una disabile al 100% paralizzata in un letto, vivono nelle case popolari in un appartamento che è stato assegnato loro nel 2006. Qualche giorno fa ricevono una lettera dal Comune di Roma che intima loro di lasciare l'appartamento in quanto non sussistono più i requisiti per l'assegnazione della casa, e non solo rischiano di dover pagare tutti gli arretrati di spese solo perché dopo anni è venuto fuori che altra gente prima di loro aveva diritto ad avere la casa, cioè per un errore burocratico verranno sbattuti fuori e rischiano di dover pagare un sacco di soldi di spese oltre a dover cercare un'altra sistemazione.
E' una famiglia come tantissime altre ma con   un grande problema in più: una bambina  di 11 anni ridotta ad un vegetale con problemi respiratori, macchinari collegati 24 ore al giorno per un errore medico (ritardo nell'effettuare un parto cesareo) che deve affrontare una situazione del genere.

Quando si hanno figli con disabilità i costi della vita triplicano perché il nostro Stato non vuole rendersi conto degli effettivi problemi.
Medicinali in fascia C quindi non mutuabili che ha volte aiutano la sopravvivenza del bambino/a, pannoloni, detergenti e saponi specifici (alcune creme arrivano a costare circa 60 euro a flacone), in questo caso specifico sicuramente siringhe, guanti e altri materiali sterili che, ovviamente, non sono mutuabili ma hanno comunque un costo. Oltre ad una vita da reclusi perché quando hai un figlio che sta male non sempre di puoi permettere una vita sociale, tante persone non capiscono i tuoi problemi e ti guardano come fossi un alieno, sembrano quasi infastiditi dalla presenza di tuo/a figlio/a e quindi eviti il più possibile certi luoghi e  persone altrimenti rischieresti un ergastolo al giorno per difendere la cosa più preziosa che hai (credetemi mi è capitato mille volte di dover fare discussioni, ma ci sono persone che spudoratamente ti offendono e offendono tuo/a figlio/a e allora lì esce la parte peggiore di te).

Costi non indifferenti se in famiglia lavora solo il papà, con altri figli da crescere, che costano altrettanto: spese di asilo, scuola, mensa, trasporti vari, e libri (il costo di questi ultimi è veramente scandaloso cifre esagerate contando che ogni anno cambiano testi e non si possono neanche prendere usati, tra libri e materiale scolastico si arriva a spendere anche 200 o 300 euro, poi ovviamente varia in base a Regione e scuole), in più il cibo, le tasse, affitti o mutui. E per cosa paghiamo le nostre tasse? Per mantenere tanti privilegiati?
E ora di dire basta, in Italia ci sono troppi sprechi, troppa ancora gente che sta bene per poter capire cosa sta succedendo veramente, famiglie come quella di Emmanuel e Giovanna dovrebbe avere tutto il supporto possibile, aiuti Statali, di Associazioni, di persone comuni che puntualmente fanno finta di non vedere e preferiscono sperperare soldi piuttosto che offrire anche solo un'ora del loro tempo per essere di supporto.

 

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