Ancora forti scosse di terremoto crolli e pesanti disagi, nella frazione di Arquata del Tronto, e Pescara del Tronto. Ne parliamo questa mattina con Maria Luisa Fiori, originaria di Arquata del Tronto, che dopo il sisma del 24 Agosto, si è rimboccata le maniche ed ha costituito la filiale di Arquata, di una Onlus la (Omnibus Omnes), allo scopo di favorire una ricostruzione partecipata, di fare da intermediario tra i bisogni della comunità nelle tende e la società civile e non, accorsa a dare sostegno alle vittime e alle famiglie terremotate, e anche fautrice di una ricostruzione del borgo, avversa alla voglia di abbandonare, quelle lande di terra, e quel borgo che sorge su una faglia, pericolosamente attiva.
Prima delle forti scosse di questa notte, i residenti avevano accettato la proposta di trovare sistemazione in un paio di alberghi vicini, per allontanarsi dalle tende, che con l’approssimarsi della cattiva stagione, risultavano quanto mai scomode, in quanto permeabili, infatti gli ultimi giorni, erano stati montati dei teli di plastica, rendendo chiaramente le condizioni di permanenza al di sotto di esse insalubri.
Il gruppo dei residenti, capeggiato dalla Fiori, ritiene sgradevole l’ipotesi di “allontanamenti forzosi” verso la costa, è chiaro che qualche famiglia con i bambini piccoli, o persone anziane, è stata costretta a questa scelta, anche per ridare serenità ai più piccoli, ma un nucleo di almeno 70 persone, non vogliono essere deportate, afferma Maria Luisa Fiori:
“Visto che siamo pochi, tra Arquata e Pescara del Tronto, i residenti sono appena 200 e purtroppo di questi, 49 persone non sono più con noi, non è difficile pensare ad una ricostruzione, e non ci stiamo a ripercorrere le stesse tappe del terremoto dell’Aquila e dell’Emilia Romagna, moduli, container e casette di legno, vorremmo andare direttamente verso la ricostruzione con modalità antisismiche, dei nostri borghi, in tempi rapidi, e consentire il rientro di chi si trova negli alberghi lungo la costa marchigiana, nel più breve tempo possibile, per evitare il disperdersi della nostra comunità.”
Tutto questo prima del forte sciame sismico di questa notte dove le circa 70 persone ospiti dell’all’albergo posto, nel borgo di Arquata del Tronto, hanno passato la notte, nella tecnostruttura adibita per la mensa, chi sulle sedie e chi su brandine, insufficienti per tutti, in quanto la tendopoli e lo stesso container per la mensa, stava per essere smontato, senza elettricità, ed in preda a scene di panico, per aver dovuto abbandonare anche la precaria sistemazione trovata, il tutto condito da boati, scosse telluriche tuoni e nuovi crolli.
Il sindaco di Arquata e Pescara del Tronto, Aleandro Petrucci, ha disposto la chiusura della via Salaria, in prossimità della Frazione di Pescara del Tronto, per caduta massi, in mattinata riaperta al traffico a senso alternato, raggiunto telefonicamente questa mattina, ci trasmette il senso di difficoltà del momento, che sembrava trovare soluzioni e conforto, nei giorni passati, e al quale ribadiamo la nostra solidarietà e vicinanza.

.jpg)