Nardella: “Stop ai migranti in Toscana”

Il sindaco di Firenze chiede di non inviare ulteriori richiedenti asilo fino al riequilibrio delle percentuali con le altre regioni

pubblicato il 25/10/2016 in Attualità da Luciano Mazziotta
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Luciano Mazziotta

“Stop ai migranti in Toscana”. Mentre la situazione a Gorino sta lentamente tornando alla normalità dopo le barricate antiprofughi erette ieri da alcuni residenti contro l’arrivo di 12 donne all'Ostello della cittadina ferrarese e il seguente trasferimento delle stesse  in altre strutture di Comacchio, Fiscaglia e Ferrara, è il sindaco di Firenze Dario Nardella a sollecitare il ministero dell’Interno a “non inviare ulteriori richiedenti asilo sul territorio toscano fino al riequilibrio delle percentuali con le altre Regioni”.

In una lettera al prefetto Alessio Giuffrida, Nardella spiega di aver preso la decisione di scrivere dopo aver avuto notizia dell’assegnazione alla regione, negli ultimi giorni, di circa 600 richiedenti asilo. “Ma - aggiunge il primo cittadino del capoluogo toscano – la situazione delle strutture sui territori, è ormai oltre la saturazione e l'apertura di ulteriori strutture genera complessità sul territorio”. “Dai dati del Viminale sulle presenze nelle varie regioni – scrive ancora - si evidenzia come la Toscana abbia una presenza superiore del 12% alle quote dovute, mentre ci sono varie altre realtà che sono sotto quota come Lombardia, Lazio, Campania, Emilia Romagna, Puglia e Valle d'Aosta”.

Secondo Nardella dunque altre regioni possono farsi carica del problema lasciando fuori la Toscana appunto “fino al riequilibrio delle percentuali tra regione e regione”. Ma il sindaco va anche oltre e auspica che per gli eventuali futuri arrivi di profughi in Toscana oltre al riequilibrio, come criterio di ripartizione, venga considerata non soltanto la percentuale di popolazione ma anche la presenza sul territorio di centri Sprar e di Msna, “andando a individuare con le prefetture prioritariamente quei comuni che a oggi non si sono attivati per l’accoglienza”.

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