"Giuro di servire fedelmente, lealmente e onorevolmente il Sommo Pontefice Francesco e i suoi legittimi successori, come pure di dedicarmi a loro con tutte le forze, sacrificando, ove occorra, anche la vita per la loro difesa. Assumo del pari questi impegni riguardo al Sacro Collegio dei Cardinali per la durata della Sede vacante. Prometto inoltre al Capitano Comandante e agli altri miei Superiori rispetto, fedeltà e ubbidienza. Lo giuro. Che Iddio e i nostri Santi Patroni mi assistano".
È questo il testo del giuramento letto stamattia dal cappellano della Guardia, don Thomas Widmer, presso il Cortile di San Damaso dove si è svolta la cerimonia di giuramento di 23 nuove guardie svizzere. A presiedere c’erano, oltre al sostituto della Segreteria di Stato mons. Angelo Becciu con a fianco il prefetto della Casa Pontificia mons. Georg Gaenswein, anche centinaia di persone tra cardinali, rappresentanti politici e militari della Confederazione Elvetica, parenti, amici delle reclute presenti.
Dopo il giuramento, a seguire, le nuove reclute, chiamate per nome, si sono fatte avanti e ciascuna, con la mano sinistra sulla bandiera della Guardia e quella destra alzata con tre dita aperte, a simbolo della Trinità , ha confermato e giurato a gran voce: "Io,..., giuro di osservare fedelmente, lealmente e onorevolmente tutto ciò che in questo momento mi è stato letto. Che Dio o i suoi santi mi assistano".

