“Basta con gli attacchi a Israele”. Matteo Renzi si scaglia contro l’Unesco dopo la risoluzione dell’organismo sui luoghi santi del Medio Oriente che utilizza solo la terminologia araba per definire posti simbolici come il Monte del Tempio ma soprattutto definisce lo stato israeliano “potenza occupante”. E la sua rabbia arriva anche ai nostri diplomatici che sul documento hanno scelto di non esprimersi astenendosi. Renzi ha chiesto al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni “di vederci chiaro” sulla posizione italiana subito al rientro a Roma del Premier.
Una presa di distanza netta, risoluta, senza precedenti che sarà con ogni probabilità ufficialmente formalizzata già nelle prossime ore. “Si tratta di una vicenda allucinante – ha detto il Presidente del Consiglio intervistato telefonicamente da Rtl -. E' incomprensibile, inaccettabile e sbagliato. Ho chiesto espressamente ieri ai nostri di smetterla con queste posizioni”. E per dare ancora più peso alle sue parole il Premier è arrivato fino al punto di minacciare su questo di rompere l’unità europea perché “Non si può continuare con queste mozioni finalizzate ad attaccare Israele”.
Il testo è stato adottato dall’Unesco martedì scorso con 23 voti a favore, 6 contrari e 26 astenuti. Ad esprimersi contro era stata la stessa direttrice dell’organismo Irina Bokova, che dopo il via libera ha ricevuto minacce di morte. La decisione era stata duramente criticata dal Primo Ministro israeliano Benyamin Netanyahu che l’aveva definita “assurda”. Adesso arriva l’intervento di rottura di Matteo Renzi che ha subito incontrato l’immediato riconoscimento e apprezzamento da parte del governo di Tel Aviv che per bocca del portavoce del ministero degli Esteri Emmanuel Nahshon ha voluto ringraziare e felicitarsi “per questa importante dichiarazione”.
Positivo il commento del presidente della comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello il quale però ha chiesto che “ci siano conseguenze concrete” alle parole di Renzi. “E’ una presa di posizione importante – ha aggiunto - che ci solleva rispetto al silenzio di questi giorni. Per noi era inaccettabile che il nostro Governo si astenesse di fronte a una mozione così antistorica e palesemente antisemita”. Mentre Scialom Bahbout, rabbino capo di Venezia, usa toni ancora più duri: “I Paesi che si sono astenuti dal documento che nega la stretta relazione del popolo ebraico con Gerusalemme e il Monte del Tempio hanno collaborato a un atto terroristico che si propone di cancellare migliaia di anni di storia”.

