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Istat: assegni a 4 famiglie su 10

4,6 milioni di famiglie ricevono assegni magrissimi

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Tre passi indietro nel tempo.

Per risalire esattamente al 2013, oscura e burrascosa epoca  di transizione post-elettorale, di Napolitano-bis e di governo-ponte lettiano; per la storia, un anno prima dell’inizio del tempus Rentianum felix (o almeno un po’ di più).

È l’operazione effettuata dall’Istat (Istituto nazionale di statistica), per parlare del quadro del welfare italiano (cioè delle politiche di assistenza sociale nel nostro Paese) nel medio periodo.

Stando ai dati sul tema diffusi da via Cesare Balbo all’inizio del mese, sono 4,6 milioni le famiglie italiane che ricevono assegni familiari per la miseria di 1155 euro all’anno. E tutta la loro vita e le loro speranze, in pratica,  dipendono da quel pezzo di carta.

I nuclei nella classe di reddito tendente verso il basso (ma non proprio nella fascia più infima) “continuano a soffrire una posizione di svantaggio”, nota il presidente dell’Istituto, Giorgio Alleva, e sfortunatamente l’aumento del “numero di figli”, che com’è ovvio si collega ad agevolazioni finanziarie, non incide in modo particolarmente decisivo sulle loro sorti.

Tuttavia, se si guarda alle famiglie a serio rischio povertà  il beneficio derivante da ciò è visibile solo per una quota pari al 16,5% (quindi molto piccola). Invece il 26,3% delle famiglie appartenenti al quinto della popolazione più ricco percepisce detrazioni Irpef per i figli per 1 miliardo e 100 milioni.  

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