Berlusconi, il giorno più lungo

In queste ore al “San Raffaele” l’intervento al cuore

pubblicato il 14/06/2016 in Attualità da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Silvio Berlusconi - La prova più difficile

Intervento a cuore aperto.

Alle 8.00 di stamani (ma il primo aggiornamento in merito è stato battuto da Televideo alle 8.49) è iniziata all’ospedale “San Raffaele” di Milano la delicatissima operazione che porterà alla sostituzione della valvola aortica dell’organo cardiaco di Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia, come annunciato dall’equipe di sanitari che lo sto operando, rimarrà quattro ore sotto i ferri: dunque notizie più precise riguardo all’esito dell’intervento si avranno solo dal primo pomeriggio in poi.

Il “San Raffaele” è, da sempre, per Berlusconi, il prolungamento sanitario del suo quartier generale di Arcore. “È in ottime mani”, ha rassicurato il professor Filippo Crea, ordinario di Cardiologia all’Università Cattolica di Roma e direttore del Dipartimento di medicina cardiovascolare del Policlinico Gemelli, intervistato dal Corriere della Sera alla fine della scorsa settimana. Crea, però, non fa parte del team di cardiochirurghi chiamati a salvare la vita all’ex premier.

E non sarà della partita neppure il medico personale di Berlusconi, Alberto Zangrillo, a cui si deve la diagnosi che ha portato al ricovero. Zangrillo,  direttore dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Generale e dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Cardio-Toraco-Vascolare proprio al “San Raffaele”, è subentrato a Umberto Scapagnini nel ruolo di Cornelio Musa berlusconiano dopo la scomparsa del medico napoletano, avvenuta nel 2013. Ma in questo frangente può limitarsi solo a fare i suoi più caldi auguri al prof. Ottavio Alfieri (a lui toccherà condurre l’operazione) e ai suoi collaboratori.

Quando “la valvola che separa il cuore dall’arteria aorta non si chiude, il sangue torna indietro”, ha spiegato Crea al Corriere.  “Finché il cuore riesce a tollerare il carico aggiuntivo di lavoro dovuto al difetto valvolare, va tutto bene e il paziente può essere trattato solo con la terapia farmacologica, ma nel momento in cui il cuore non regge più il sovraccarico è d’obbligo l’intervento chirurgico”. Per Zangrillo il suo assistito eccellente “ha rischiato seriamente di morire” prima del ricovero; adesso, stima sempre il medico genovese, Berlusconi si trova ad affrontare un intervento che ha "un rischio generico di mortalità del 2-3%”.

Come da prassi, a operazione conclusa l’ex Cavaliere sosterà per quarantotto ore in sala di rianimazione per poi passare nella suite al sesto piano dell’ospedale per una degenza che durerà un mese.

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