Clima, Legambiente lancia allarme salute

Critica anche situazione idrogeologica

pubblicato il 19/02/2016 in Attualità da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
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Il caldo?

Ė un killer. Lo smog? Una cortina di veleno grigio, prodotto di un’umanità dell’era  industriale sempre più vicina alla disumanità. E fossero soltanto questi, i problemoni, ossia gli scenari da sterminio civilizzato dei nostri habitat urbani: nel Belpaese, a rendere ancora più grave il quadro, semmai ce ne fosse stato bisogno, si aggiunge ciò che non è opera degli abusi (talvolta degli stupri) ambientali dell’uomo, bensì della sua negligenza, rispetto alle criticità che sono proprie della natura stessa del nostro territorio: il dissesto idrogeologico, per esempio.

Non stiamo raccogliendo le parole che esperti del settore hanno, per l’ennesima volta, pronunciato in un talk show di denuncia catastrofistica. Sarebbero comunque degne di nota, intendiamoci : ma quanto da noi riportato in apertura lo è ancora di più perché si tratta dei dati contenuti nel rapporto di Legambiente relativo all’anno appena passato.

Una fotografia della “salute verde” della nostra Italia sempre più in nero e grigio, e non certo per una questione di preferenze sui filtri artistici. Partiamo dalle temperature, che rendono le nostre estati sempre più roventi. “A luglio 2015 il caldo ha provocato un aumento della mortalità giornaliera nella popolazione con età superiore ai 65 anni, quantificabile tra il 15% e il 55%.” In generale, avverte Legambiente, “sono in crescita gli eventi atmosferici estremi e i rischi di tipo sanitario legati alle ondate di calore.” “Bisogna al più presto adattare i centri urbani alle nuove esigenze comportate dal riscaldamento globale dell’atmosfera”, risponde il governo, con il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

Ed è una preoccupazione sacrosanta: ma, purtroppo, non è l’unica sul fronte ambientale di cui è necessario farsi carico. Il rapporto parla anche infatti di “più smog nelle città”, conseguenza anche di “un traffico in tilt” specie nei maggioricentri urbani. Dai cancri delle città uccise dal loro stesso iper-dinamismo alle ulcere dei territori che da secoli richiederebbero l’intervento di un medico, ma veramente bravo: “L’81,2% dei Comuni italiani è a rischio idrogeologico”. Dunque “6 milioni di persone che ci vivono sono a rischio”. Numeri da vera e propria emergenza umanitaria, da sempre incombente su di noi.  

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