Rouhani, statue coperte “questione per giornali”

“Nient’altro da dire”

pubblicato il 28/01/2016 in Attualità da Gianluca Vivacqua
Condividi su:
Gianluca Vivacqua
Hassan Rohani

“Gli italiani, per cultura e tradizione, sono un popolo ospitale.”

Un gentile complimento rivoltoci dal presidente iraniano Hassan Rouhani, nel suo ultimo giorno di permanenza a Roma. ”Perciò mi sembra del tutto normale che vogliano mettere gli ospiti a loro agio.

Per il capo dello Stato persiano, dunque, la copertura (o meglio, l’inscatolamento) delle statue classiche di nudi femminili e maschili ai Musei Capitolini sarebbe stata una “delicatezza” del governo italiano nei confronti della sua sensibilità religiosa. La Venere Capitolina, la Leda col Cigno, il Dioniso, un rilievo con Eros, una statua di giovane genio con cornucopia; tutti i tesori del corridoio che conduce all’Aula Vetrata con l’Esedra di Marco Aurelio “ingabbiati”, e sigillata anche la Sala Pietro da Cortona col dipinto del Ratto delle Sabine:  tutto questo per non turbare l’ospite, passato a fare una capatina in quei musei nel corso della sua visita in Campidoglio (una delle sue prime tappe romane, martedì scorso).
Uno scandalo? “Queste sono questioni che lascio dirimere agli uomini di stampa”, ha aggiunto Rouhani. “Io non ho nient’altro da dire al riguardo.”. Se non, appunto, lodare l’italica pudicizia.

Ma ci sarebbe un retroscena, riportato anche dal Corriere della sera: le “misure di copertura” non costituirebbero un gentile regalo del governo italiano, bensì una precisa richiesta della delegazione iraniana che, in Campidoglio, si è incaricata di effettuare un sopralluogo preventivo nei luoghi dove Rouhani avrebbe messo piede. E queste richieste non sarebbero neppure giunte dentro l’ufficio del premier Renzi, ma di esse, al contrario, avrebbero avuto cura di farsi esecutori  gli uomini del cerimoniale di Palazzo Chigi, indipendentemente dal parere del governo, e per un eccesso di zelo, per così dire. Solo a cose fatte Renzi sarebbe stato informato, e a quel punto non avrebbe potuto fare altro che rampognare severamente il capo del cerimoniale, Ilva Sapora.        

Dopo l’incontro con Renzi e  quello col Papa, la trasferta capitolina di Rouhani si è conclusa ieri mattina con un giro turistico al Colosseo, dove a fargli da cicerone ha trovato il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini. Poi, ha preso congedo dall’Italia e dalla sua ospitalità per rimettersi nuovamente in viaggio in direzione di Parigi, e così incontrare il suo omologo transalpino François Hollande.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password