Partecipa a Notizie Nazionali

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

Violenze dei coloni contro il villaggio cristiano cisgiordano di Taibeh

Sua Beatitudine Filippo Ortenzi, arcivescovo della Chiesa Ortodossa Italiana scrive all'ambascitore di Israele

Condividi su:

Sua Beatitudine Filippo  I, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana (www.chiesa-ortodossa.com), ha scritto al dott. Naor Gilon, ambasciatore dello Stato Ebraico in Italia, lettera mandata per conoscenza anche all'ambasciatore italiano a Tel Aviv, dott. Luca Ferrari e al Ministro degli Esteri on. Antonio Tajani per protestare contro gli atti di violenza, perpetrati  dei coloni israeliani contro il villaggio cristiano di Taybeh in Cisgiordania. Dopo aver premesso "che la Chiesa Ortodossa Italiana  non si è mai schierata su posizioni antisioniste e non ha mai contestato il diritto del popolo ebraico ad avere un proprio focolare nazionale" , gli ortodossi italiani  si rivolgono al Governo Israeliano “affinché cessino le violenze operate da gruppi di coloni estremisti contro gli abitanti di Taybeh, unico villaggio interamente cristiano della Cisgiordania” (facente parte della Yehuda ve'Shomron biblica). Taybeh, città anticamente chiamata Aphram, è particolarmente cara al mondo cristiano perché vi si recò Gesù dopo la resurrezione di Lazzaro (Gv 11:53-54) e perché vi è un'importante Chiesa Ortodossa, quella di Al-Khidr (San Giorgio) e un monastero già assaltato dai coloni il 19 aprile 2013.

Sua Beatitudine, dopo aver ricordato come  “non sia nell’interesse stesso del popolo israeliano, che vive circondato da popolazioni arabo-musulmane ostili,  inimicarsi anche il mondo cristiano che gli è stato sempre vicino nei momenti di difficoltà”, ha ricordato che gli abitanti di Taybeh, anche se col passare dei secoli hanno adottato la lingua araba, “non sono poi dei veri arabi-palestinesi ma discendenti di quelle popolazioni giudaico-aramee che vivevano in detto territorio prima della conquista islamica” che hanno mantenuto la fede e non si sono fusi con gli invasori arabi. Di conseguenza,  non è neppure escluso che da un punto di vista strettamente genetico i cristiani di Taybeh siano degli ebrei convertiti e non degli arabi immigrati e come tali hanno più diritto dei coloni immigrati a vivere nelle terre cisgiordane dell’antica Giudea e Samaria, dalle quali non si sono mai allontanati.

La lettera si conclude sollecitando  altresì l’autorevole intervento da parte dell’ambasciatore italiano in Israele e del Ministro degli Esteri affinché l’Italia, che ha per capitale Roma, centro della cristianità,  “affinché intervengano a favore dei nostri fratelli cristiani ingiustamente fatti oggetto di violenza da parte dei coloni estremisti israeliani”.

Condividi su:

Seguici su Facebook