Pericolo pesce palla maculato nel Mediterraneo

Altamente tossico, l'ISPRA lancia l'allarme

pubblicato il 23/12/2015 in Attualità da Daniele Del Casino
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Daniele Del Casino

Può sembrare innocuo, ma non lo è affatto.


Questo è il pensiero portante della campagna informativa lanciata dall'ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale - dopo che è stata appurata la presenza - e il suo aumento - nel Mediterraneo del pesce palla maculato, carino quanto temibile a causa dell'elevata tossicità delle sue carni che – come sottolineato da ISPRA – si mantiene anche dopo la cottura.

Il pesce palla maculato è una specie ittica aliena dall' origine tropicale altamente tossica al consumo, che malauguratamente ha fatto la sua comparsa nel Mediterraneo già dal 2003 attraverso il Canale di Suez, riproducendosi poi fino a diventare un problema ecologico ed economico in Grecia, Libano, Israele, Egitto, Turchia, e Cipro, dove sono stati registrati casi di intossicazione – in alcuni casi letale – a causa del suo consumo.

Dotati di una pelle senza squame e mandibole provviste di due grandi denti molto taglienti il pesce palla maculato – presente nelle acque italiane con almeno tre specie - è facilmente individuabile a causa della tipica presenza di puntini scuri sul dorso.                                                                                            

E’ fondamentale sapere che la tossina mantiene il suo effetto anche dopo la cottura – avverte l'ISPRA , dopo l'appurata proliferazione nelle aree del Mediterraneo centrale e lungo tutta la costa tunisina.

Già nell’ottobre 2013, in occasione del primo rinvenimento di esemplare in acque italiane, a Lampedusa, l'ISPRA lanciò una campagna di informazione sui rischi legati al consumo di questa specie, poi segnalata più volte nella stessa Lampedusa, sulla costa meridionale della Sicilia e in Puglia, come alcuni esemplari sono stati catturati anche in Croazia e Spagna.

Tutti i pesci palla sono tossici al consumo e per questo la normativa Italiana ne vieta la commercializzazione: l’ISPRA, anche in considerazione della progressiva diffusione geografica del pesce palla maculato, ha promosso una nuova campagna di informazione, in collaborazione con la Direzione Generale della Pesca Marittima e dell’Acquacoltura del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, il Reparto Pesca Marittima del Corpo delle Capitanerie di Porto e l’Istituto di Scienze del Mare (ICM) di Barcellona, che coordina Seawatchers, un progetto che coinvolge i cittadini nella segnalazione di specie esotiche e di altre problematiche ambientali.


Tutta la popolazione è invitata in caso di avvistamento o cattura – e per quest'ultimo a separarlo immediatamente dal resto del pescato – del pesce palla maculato a fare una foto e segnalare l'osservazione all'indirizzo e-mail pescepalla@isprambiente.it

Un pericolo incombente per i mari italiani e per la già martoriata economia ittica italiana, che ora vede arrivare questa nuova minaccia, che non va assolutamente sottovalutata data la proliferazione e la sua poca predazione a causa di due suoi particolari strumenti di difesa: oltre alla citata neurotossina – capace in breve tempo di bloccare la respirazione – il pesce palla deve il suo nome alla capacità di gonfiarsi rapidamente d'acqua fino a diventare di notevoli dimensioni, risultando così difficile da attaccare anche per i predatori di grosse dimensioni.

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