Marco Di Stefano sarà la "voce" de: Poliziotto (Castelvecchi) di Nicola Longo

La Lettera del Maestro Fellini "in scena" al Cinema Arsenale, Pisa

pubblicato il 22/09/2015 in Arte e Cultura da Concita Occhipinti
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Concita Occhipinti

Nicola Longo, un mito italiano, sarà a Pisa per raccontarci del suo libro-sceneggiatura "Poliziotto ", edito da Castevecchi, e di come il grande Federico Fellini si fosse innamorato della sua storia tra indagini sotto copertura, lavoro presso la Sezione Narcotici della Squadra Mobile di Roma e in tutto il mondo, aggregato alla Dea (Drug Enforcement Administration) ed nei servizi segreti italiani (Sisde e Sismi). Il libro è già una pre-sceneggiatura in cui si trovano appunti mille domande che Fellini pone a Longo, definito da Fellini stesso "poeta con la pistola’. Longo ci racconterà le vicissitudini che impedirono all'epoca la realizzazione del progetto cinematografico con il Maestro del cinema. L'attore e regista Marco Di Stefano leggera' dei brani tratti dal libro, mentre il Prof. Augusto Sainati interverrà come esperto e studioso di cinema e di Fellini. Doady Giugliano presenterà e condurrà la serata. La dott.ssa Giovanna Bellini, neurologa e criminologa nonché ex allieva, parlerà con l'autore della lettera che Fellini gli inviò in merito ai progetti cinematografici.

15 ottobre ore 18.30 Cinema Arsenale Pisa

Un autore speciale, con ospiti "speciali" come l'attore internazionale Marco Di Stefano che ancora una volta "presterà" la sua voce per dare "vita" alla cultura!

IL LIBRO

Ecco “Poliziotto” storia dello 007 che Fellini voleva sul set e che alle ore 21,00 del prossimo 21 Agosto a Maratea inizierà nuovamente le presentazioni nelle librerie e nei luoghi richiesti del libro documento dove si possono leggere le avventure rocambolesche di un uomo dalle mille sfaccettature, Nicola Longo, poliziotto e agente sotto copertura la cui popolarità raggiunse l'apice dagli anni '70 fino a metà degli anni '90: arriva nuovamente in libreria “Poliziotto - Storie vere di Nicola Longo” (Castelvecchi), un racconto che Federico Fellini voleva trasformare in film. Il libro è in realtà una pre-sceneggiatura puntellata da mille domande che Fellini pone al suo “poeta con la pistola” (così era solito chiamare Longo) che, oltre a narrare storie incredibili tanto da apparire surreali, traccia un quadro nitido della criminalità romana degli anni '70 e '80.

«Si tratta di un lavoro che tengo nel cassetto da oltre 20 anni», spiega Longo. «Sono numerosi gli editori e i registi che, nel tempo, mi hanno chiesto di poterne fare un libro, o realizzarne un film, ma dopo la morte di Fellini non ho mai ritenuto importante farlo fino a quando, qualche mese fa, seguendo le vicende del nostro Paese e relazionandomi con gli studenti universitari e gli adolescenti, mi sono reso conto di quanto spesso siano sempre più i “criminali” a diventare i modelli prediletti da queste nuove generazioni. Ritengo invece che sia importante che questi futuri uomini e donne abbiano ideali sani cui ispirarsi e che credano ancora che vi siano persone che lavorano e rischiano la vita perché la Giustizia, quella vera, trionfi». Longo racconta gli inizi della sua carriera che lo hanno portato a lavorare dalla Sezione Narcotici della Squadra Mobile di Roma in tutto il mondo, aggregato in pianta stabile alla Dea (Drug Enforcement Administration), in entrambi i servizi segreti italiani (Sisde e Sismi), per combattere i trafficanti di droga e di armi e il riciclaggio di denaro sporco. Un'attività che lo ha portato a confrontarsi con esponenti della banda della Magliana, del clan dei Marsigliesi, della mafia e della 'ndrangheta. Le sue avventure hanno ispirato numerosi film, come la serie interpretata da Tomas Milian nei panni del commissario Nicola Girardi, “Il grande racket” e “La via della droga” di Enzo G. Castellari. Oggi Nicola Longo è un commissario di polizia in pensione che gestisce un ufficio privato d'intelligence e insegna tecniche avanzate d'investigazione all'Università della Sapienza di Roma e all'Aquila.

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