Lazio, “bloccato” Picasso da 15 milioni

Recuperata anche statua romana del III sec. d.C

pubblicato il 28/03/2015 in Arte e Cultura da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Pablo Picasso

Era sul punto di varcare le Alpi. Ma per fortuna i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, venerdì 27 marzo, hanno scongiurato questo destino.

E così, Violin et boutille de bass di Pablo Picasso, un preziosissimo olio su tela di medie dimensioni datato 1912 (piena età cubista), a catalogo dal 1961 e stimato quindici milioni di euro, potrà ora essere ospitato in un museo o in altro luogo d’arte degno di esso. Era il 1978 quando il collezionista suo proprietario, probabilmente non così attaccato a quel tesoro, lo cedette ad un corniciaio come compenso per un ordinario intervento ad una cornice portafoto. 

Dopo più di trent’anni anche il corniciaio si era stancato di quel Picasso, e così aveva cominciato a prendere contatti con Sotheby’s per fare l’affare della sua vita e rendere davvero aurea la sua pensione. Era il 2014. Stava provando a fare il furbo, il vecchio artigiano: nel momento stesso in cui dichiarava per l’opera in suo possesso un valore fasullo molto inferiore a quello reale, 1,4 milioni, egli si affrettava a richiedere l’attestato di libera circolazione del dipinto presso l’Ufficio Esportazioni di Venezia. Ma i detectives hanno drizzato le antenne in tempo e, perseguendo la pista della possibile falsità del dipinto, alla fine sono riusciti a stabilire che si tratta in realtà di un Picasso al 100%. Che per tanti anni anche il suo non troppo entusiasta possessore abbia avuto dubbi sulla sua autenticità?

Ne corso della stessa operazione che ha portato al salvataggio del Picasso è stata recuperata anche un’antica scultura romana, per la precisione un gruppo mitraico in marmo del III sec. d.C. L’opera ha un valore inestimabile (quantificato comunque in circa otto milioni di euro) innanzitutto per il suo soggetto, ma anche per il suo stato di conservazione: non è dato, infatti, trovare molti Mitra tauroctoni quasi integri, come quello che è stato appena sottratto al mercato clandestino. Gli altri esemplari disponibili per l’ammirazione degli amanti dell’arte sono in tutto due, e si trovano uno ai Musei Vaticani di Roma, l’altro al British Museum di Londra. La statua viaggiava su un furgone, nascosta tra delle piante, ed era diretta in Svizzera.

Completa il “bottino” dei Carabinieri un altro olio su tela, in questo caso opera di Luca Carlevarijs, pittore friulano del Settecento. 

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