Enzo Biagi è nato nel 1920, è stato un giornalista, scrittore, conduttore televisivo e partigiano italiano. E' stato uno dei giornalisti più importanti del XX Secolo
Il futuro giornalista nacque in un piccolo paesino in provincia di Bologna, da una famiglia umile. Nonostante ciò, non gli mancò l'istruzione e una forte attrazione per la cultura e la scrittura, tant'è che, ancora giovanissimo, un suo tema fu addirittura spedito al Pontefice dal preside della sua scuola.
Poco più che adolescente, il giovane Biagi iniziò ad interessarsi al giornalismo e, senza lasciare la scuola, iniziò a proporsi a diversi giornali come tirocinante. A diciottanni diventò cronista del Resto del Carlino e a ventuno si iscrisse all'albo professionale.
Purtroppo però, Enzo Biagi visse a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, e quindi venne chiamato alle armi. Tornato dal fronte, pur di non aderire alla Repubblica di Salò, si nascose sulle montagne e diventò partigiano. Tornato a Bologna il 21 Aprile 1945 con le truppe alleate, sarà proprio lui a dare la notizia della fine della guerra ai microfoni del PWB.
Dal dopoguerra in poi, la carriera di Biagi subì un'accelerata incredibile. Iniziò a collaborare con diversi giornali e riviste, venne riassunto dal Resto del Carlino e a Milano gli venne data la direzione del settimanale Epoca (dal '52 al '60). Collaborò anche con Il Corriere della Sera, con Panorama e la Repubblica.
Divenne però estremamente famoso quando iniziò a collaborare con la Rai, azienda per cui ha sempre espresso enorme gratitudine. In quel periodo infatti, la Rai agiva come mezzo di informazione libero e imparziale, dando la possibilità al giornalista di esprimere il proprio pensiero.
Dal 1990 fino alla sua morte, Biagi porta alla Rai un programma televisivo all'anno. Inventa veri e propri format, mai visti prima in TV, come quello di "Dicono di Lei", che prevedeva interviste rilassate a persone famose.
Biagi usò sempre la televisione per diffondere inchieste e reportage suoi o di altri giornalisti, con programmi come "Linea Diretta", "Terre Lontane" e "Terre Vicine", incentrati sui cambiamenti dei paesi comunisti della Germania dell'Est. Denunciò apertamente la collusione tra Stato e mafia in diversi libri e inchieste, così come fu estremamente critico nei confronti di Silvio Berlusconi, allora premier, tanto da essere tacciato di faziosità negativa.
Dopo una vita dedicata al giornalismo, morì di attacco cardiaco il 6 Novembre 2007. Durante la sua lunghissima carriera pubblicò più di ottanta libri.

