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Presentato il 21 Ottobre all’Anica in Roma 'Ma tu, mi vuoi bene?'

Lungometraggio d'esordio del regista Piermaria Cecchini

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Il 21 Ottobre, nella sala dell’ Anica in Roma, presentato 'Ma tu, mi vuoi
bene?', lungometraggio d'esordio del regista Piermaria Cecchini,
interpretato da Paolo Bernardini, Roberta Barbiero, Tommaso Arnaldi,
Luciano Giugliano, Erica Zambelli, Gaetano Gennai, Dafne Barbieri.
Prodotto da Graziella Terrei, una produzione Magic Effect Production, il
film si avvale della sceneggiatura di Marco Tregioli e Graziella Terrei -
liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Marco Tregioli - delle musiche
di Claudio Luongo, della canzone 'Me lo merito' firmata da Matteo Cazzato,
mentre Maurizio Sala firma sia la direzione della fotografia che il montaggio.
Lorenzo, giovane manager di successo, inizia un viaggio introspettivo,
cercando di dare risposta ai mille dubbi su sé stesso, sulla sua capacità di
amare e di dimostrarlo agli altri. Dopo l’improvvisa perdita della madre,
inizia a scavare nei ricordi e nel suo passato, cerca una via, una strada per
comprendere ciò che fino a quel momento non lo aveva mai scalfito e
scosso nell'intimità il suo animo fiero. Passando per una sapiente, ed
inusuale per un quarantenne arrivato, analisi della psicologia e del
comportamento dell’animo femminile, Lorenzo proverà a capire il suo
presente, e sarà un viaggio nel suo paese di origine a divenire la cornice di
un incontro atteso e tanto desiderato, l’ultimo tassello di quel faticoso
cammino alla scoperta di sé stesso, l’elemento che darà completezza a
quel travaglio interiore che lo condurrà per mano alla scoperta di un IO
che non aveva fino allora conosciuto.

“Il film – sottolinea il regista Piermaria Cecchini - nasce con il chiaro
intento di raccontare il rapporto tra il protagonista e il complicato mondo
dei sentimenti. La storia è un fantastico percorso introspettivo, un
silenzioso mirarsi allo specchio senza filtri, remore o finte sovrastrutture
che cerca di porre in risalto come un sentimento, nelle sue molteplici
declinazioni, possa essere un’esperienza vissuta secondo criteri e
dialettiche così personali da renderla assolutamente unica”.

 

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