Recensione: Il "nonsense" del comico Massimo Bagnato coinvolge il pubblico del Teatro Lo Spazio

pubblicato il 11/01/2020 in Arte e Cultura da Emanuele Gulino
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Emanuele Gulino

All'inizio degli anni '60 Stan Lee faceva prendere vita all'amichevole eroe di quartiere che al secolo divenne L'Uomo Ragno, una decina di anni dopo, nella nostra splendida capitale, giungeva alla Vita Il Comico di Quartiere.

Così possiamo definire Massimo Bagnato, romano di origine sicula, che dalla fine degli anni '90 continua ad affermarsi come comico divertente, esilarante, genuino.

Molti se lo ricordano all'inizio del decennio appena concluso con la partecipazione alla trasmissione televisiva "Zelig" con i suoi monologhi no-sense e il suo inimitabile braccio alzato.

Bagnato coinvolge il pubblico facendo domande come se fosse un sondaggista incallito alle quali si può rispondere esclusivamente per alzata di mano (braccio) ma appena un secondo dopo, ci si rende conto che quelle stesse domande non hanno alcun senso, o meglio, il senso ce l'hanno ed è quello di far ridere e sorridere lo spettatore che si rende conto di essere coinvolto dalla maestria del comico e anche il più spietato spettatore finisce per cadere nella "tela" del braccio di Bagnato.

Si passa da giochi privi di soluzione a canzoni su improbabili storie d'amore, da giochi di mentalismo fittizi a magia senza trucchi, tutto contornato dalla simpatia e classe che fa di Massimo il comico che tutti vorremmo andare a vedere per passare due ore senza impegnarsi nel capire le battute perché gli spettacoli di Bagnato non ne contengono.

Uno spettacolo senza prove, senza memorie, senza senso, senza professionisti, ma dove non potrai fare a meno di farti coinvolgere. Massimo Bagnato, il comico di quartiere

Il comico è accompagnato da Ottavio Monti, Maurizio Rosi e Riccardo Romero, quest'ultimo oltre a fare da spalla è anche un bravissimo cantante.

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