L'Oriente al Museo delle Culture di Milano

pubblicato il 30/09/2019 in Arte e Cultura da Giorgio Nadali
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di Giorgio Nadali

Il Mudec, Museo delle Culture di Milano presenta per l'autunno 2019 il progetto Oriente MUDEC, che coinvolgerà tutti gli spazi espositivi del museo e racconterà da diversi punti di vista - artistico, storico ed etnografico - i reciproci scambi tra Giappone ed Europa (soprattutto Italia e Francia) attraverso il tempo e l'incontro culturale tra i due mondi. 
Il progetto è coordinato da un importante staff scientifico composto da grandi esperti internazionali, i conservatori del Mudec e della Galleria d'Arte Moderna, dal Prof. Flemming Friborg e dallo staff di 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE e si articolerà in due mostre, che apriranno il 1° ottobre 2019 per terminare il 2 febbraio 2020, e in un ricco palinsesto di iniziative ispirato a tutte le sfaccettature della cultura giapponese. 

Oriente Mudec nasce e prende corpo dall'identità culturale del Museo delle Culture, che nel suo dna ha da sempre un approccio fortemente legato alla ricerca, oltreché alla divulgazione. Ricerca che si traduce in dialoghi non convenzionali tra le diverse culture e in nuove chiavi di lettura e in approcci alla fruizione mai scontati. In particolare, il Mudec si trova in una posizione unica per la ricerca sul Giapponismo e su come esso divenne un modello per i nascenti movimenti artistici modernisti in Europa, esercitando un forte fascino tra i letterati e la pittura accademica ufficiale. 

Ne sono fortemente convinti la Direttrice del MUDEC Anna Maria Montaldo e l'Amministratore Delegato di 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE Federico Silvestri, che attraverso questo nuovo progetto hanno realizzato insieme un grande sforzo scientifico per raccontare sotto una nuova luce la storia culturale e artistica dei rapporti tra Europa e Asia, e in particolare tra Italia e Giappone. 

Il progetto offre infatti l'occasione per valorizzare con due mostre ad hoc da un lato le opere di provenienza asiatica, in particolar modo quelle giapponesi, attraverso l'esposizione di uno dei nuclei collezionistici più preziosi della collezione permanente del Museo, la raccolta Passalacqua. Dall'altro la mostra realizzata da 24 ORE Cultura illustrerà, attraverso una selezione ampia e diversificata di opere provenienti dall'Italia e dall'estero, lo sviluppo di quel gusto orientato verso il Giappone che pervase la cultura artistica occidentale tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, in particolar modo in Italia e in Francia. 


ORIENTE E GIAPPONE. Benché i canali di comunicazione con l'Asia si facciano risalire all'epoca classica, una più chiara definizione della realtà fisica e socio-politica del grande continente si inizia a delineare soltanto dal Basso Medioevo, per arricchirsi grazie ai contatti più frequenti durante l'epoca rinascimentale. Ancora nel XVII e XVIII secolo era tuttavia comune non distinguere manufatti cinesi da quelli giapponesi o di altre zone dell'Asia orientale. L'"Oriente" rimane una dimensione più sognata che realmente conosciuta per molti artisti e intellettuali europei del XIX secolo, che da essa traggono ispirazione e stimolo per la produzione artistica, affascinati dalle suggestioni "esotiche giunte da quelle terre lontane. È soprattutto il Giappone il protagonista di questo immaginario dell'Oriente, che inizia a formarsi nel tardo XVI secolo, assai prima del noto diffondersi del gusto per l'Oriente conosciuto come "Giapponismo", e che, grazie alla fondamentale importanza dello scambio e della condivisione tra culture e popoli lontani, continuerà, con altre forme, anche nel XIX secolo. 

Le Mostre

1 ottobre / 2 febbraio 2020

La mostra “Impressioni d’Oriente. Arte e collezionismo tra Europa e Giappone”, illustra attraverso una selezione ampia e diversificata di opere provenienti dall’Italia e dall’estero, lo sviluppo di quel gusto orientato verso il Giappone che pervase la cultura artistica occidentale tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, in particolar modo in Francia e in Italia. In mostra oltre 170 opere tra dipinti, stampe, oggetti d’arredo, sculture e oggetti di arte applicata, provenienti da importanti musei italiani e europei e da collezionisti privati.

1 ottobre / 2 febbraio 2020

La mostra «Quando il Giappone scoprì l’Italia» si propone di illustrare, mediante alcuni casi esemplari, i primi rapporti tra l’Italia e il mondo giapponese e, attraverso di essi, indagare l’immaginario che, da entrambe le parti, veniva formandosi in un momento importantissimo di apertura dell’Europa al mondo, fase in cui molti studiosi identificano gli albori della globalizzazione.
Alla base del progetto è l’ambizione di restituire ai visitatori gli snodi storici principali che determinano e caratterizzano l’incontro tra le due culture. Il percorso, suddiviso in due sezioni principali, indaga così la curiosità occidentale verso il Giappone, i primi momenti di contatto e le differenti modalità di relazione tra i due paesi dal 1585 al 1890.

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