“Art for Peace” in mostra al Palazzo Farnese di Ortona

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 03/06/2016 in Arte e Cultura da leonardo paglialonga
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leonardo paglialonga


Mercoledì 1 giugno alle ore 17 si è inaugurata una interessante mostra d’arte contemporanea dal titolo “Art for Peace” presso le prestigiose sale del Palazzo Farnese di Ortona. La rassegna è stata organizzata dalla locale sezione del Lion’s Club nel 50esimo anniversario dalla sua nascita, in collaborazione con il Comune di Ortona e l’Istituzione Palazzo Farnese. Alla conferenza inaugurale, di fronte ad un pubblico numeroso e qualificato, sono intervenuti Nino Fezza (responsabile eventi dello staff del sindaco), che ha introdotto e moderato l’evento, il Sindaco di Ortona Vincenzo D’Ottavio, Aldo D’Anastasio, in qualità di Presidente e direttore artistico dell’Istituzione Palazzo Farnese, Lorenzo Palazzoli, Presidente Lion’s di Ortona.

La manifestazione, che vede coinvolti 29 artisti di cui 15 provenienti dall’estero (Belgio, Francia, Germania, Grecia, Spagna, Svizzera, Russia, Giappone, Iran, Israele), ha ottenuto il patrocinio della Croce Rossa Internazionale e di quella italiana, dell’Associazione Assisi Pax, del Lion’s Club Internazionale, della Fondazione Romano Canosa per gli Studi Storici, dell’Associazione “Il Cammino di San Tommaso”. Aziende locali e volontari hanno contribuito alla buona riuscita dell’evento.

Questa rassegna vuol dare la possibilità ad artisti delle varie parti del mondo di riflettere sul tema della pace e, dunque, della libertà. In particolare, le opere in mostra appartengono in gran parte alla corrente artistica “Neutral-Ism”, che “si colloca come duttile, paziente punto di equilibrio tra il salto avulso, liquidatorio, del concettualismo puro e l’arduo e intricatissimo snodo dell’arte informale”. Tale movimento supera il razionalismo puro e fortemente cerebrale del concettualismo e si proietta verso un uso più umano ed emozionale della dimensione estetica ed artistica. “Gli artisti che aderiscono a questa iniziativa – sostiene Aldo D’Anastasio – si mobilitano per lanciare il loro messaggio di pace, a prescindere da correnti e nazionalità. E sono presenti per affermare il loro impegno a voler contribuire  alla realizzazione di un mondo in cui possa regnare la pace”. Ma “si può dialogare tra portatori di idee e ideologie da sempre contrapposte? Possono la fotografia, la pittura e la scultura superare tutto questo?”. Sono queste le domande che pone il Sindaco D’Ottavio a cui risponde: “Per gli esponenti del Neutral-Ism, che da anni perseguono questo obiettivo la risposta è certamente affermativa. Gli artisti ci proveranno nella nostra città, che sarà, per questo, sotto i riflettori del mondo. Non è un caso che l’incontro avvenga nella casa di Margarita d’Austria che fu una grande mecenate del suo tempo”. Per tutta la durata della mostra, cioè fino al 10 luglio, arderà la “fiamma della pace” su un tripode di ferro battuto realizzato dal Maestro Raffaele Di Prinzio di Guardiagrele, e la bandiera della pace. All’evento inaugurale hanno partecipato anche due musicisti: l’ortonese Paolo Angelucci al violino e Augusto Miccoli alla chitarra.

Di seguito gli artisti in mostra: Kenryo Hara (Giappone), Franco Sciusco (Italia), Arturo Pacheco Lugo (Messico), Cesare Saccenti (Italia), Gunter Ludwig (Germania), Marino Rossetti (Italia), George Androursos (Grecia), Monique Thomas (Spagna), Christine Verhaert (Belgio), Per Siwmark (Svezia), Irina Matynian (Russia), David Ru (Russia), Sigal Ron (Israele), Francesco Perilli (Italia), Viviane Gruais (Canada), Valter Polleggioni (Italia), Lino Porrari (Italia), Mamabril Armenise (Spagna), Nader Afshar (Iran), Sergio Perini (Italia), Daniele Perilli (Italia), Muriel Massin (Francia), Wolfgang Kahle (Germania), Giuseppe Liberati (Italia), Alena Sinkova (Svizzera).

L’arte in questa mostra, dunque, è “arricchita dalla varietà geografica e culturale – scrive il dott. Lorenzo Palazzoli nel pregevole catalogo realizzato ad hoc che genera un ‘calderone’ di idee, lingue e paesaggi liberamente resi dagli artisti”. Questo perché l’arte, come linguaggio universale, va al di là delle razze, dei credo e delle politiche. Un linguaggio che non deve avere barriere, ma dev’essere ricerca e condivisione nel segno dell’amicizia e dell’amore per l’arte.

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