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Fiori giganti e scenografie iconiche al Salotto delle Celebrità: "Le Nuvole di Fiori" porta arte e creatività a Sanremo

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A Sanremo, tra musica, emozioni e glamour, anche l’arte del decor prende vita. Durante il Festival di Sanremo, lo studio creativo “Le Nuvole di Fiori” di Irina Aleksandrova porta al Salotto delle Celebrità fiori giganti artigianali, installazioni scenografiche e decorazioni uniche, pensate per emozionare dal vivo e davanti alle telecamere.

Non si tratta solo di decorare: ogni creazione racconta attenzione, ricerca e passione. Abbiamo incontrato la designer per farci raccontare il suo percorso, la filosofia del suo lavoro e cosa significhi essere presente a un evento iconico come Sanremo.

 

 

 

Benvenuta! Se dovessi presentare la tua azienda a qualcuno che non la conosce, come la descriveresti? E cosa pensi la renda davvero speciale, soprattutto in un contesto creativo come Sanremo?

Il mio studio di Milano si occupa di progettare e realizzare fiori giganti artigianali in tessuto, grandi installazioni, composizioni scenografiche e decorazioni fatti a mano su misura per l’allestimento di eventi. Lavoro non solo con il tessuto, ma anche con materiali diversi come carta, gomma EVA, plastica e altri, scegliendo ogni volta la soluzione più adatta al concept e allo spazio.

Nel contesto di Sanremo il legame è naturale e fortissimo: Sanremo è da sempre — e resta — un simbolo di fiori. Per questo, per me, portare qui le mie creazioni significa trasformare i fiori in un linguaggio scenografico contemporaneo, riconoscibile e memorabile, capace di emozionare sia dal vivo che in camera.

 

Guardando al futuro, su quali progetti state investendo con più entusiasmo? C’è qualche novità che puoi anticiparci e che “merita il palco” nei prossimi mesi?

Nei prossimi mesi sto investendo soprattutto sui fiori giganti: voglio portarli a un livello ancora più grande e scenografico, sia per dimensioni sia per impatto. Sto sperimentando nuovi materiali, nuove tecniche e nuovi metodi di lavorazione, e una delle novità più interessanti è aggiungere meccanismi che permettano ai fiori di muoversi, rendendo le installazioni ancora più vive e sorprendenti.

In parallelo mi interessa molto la moda: desidero sviluppare questa direzione perché i miei fiori possano decorare le sfilate e diventare un elemento importante delle collezioni, anche come parte di abiti e creazioni. E naturalmente voglio continuare a lavorare sulle vetrine, dove ho già una storia e progetti davvero importanti, che intendo far crescere ancora.

 

 

Essere presenti a un evento così iconico, nel cuore del Festival di Sanremo, è una scelta significativa. Quali obiettivi ti sei posto e quali opportunità speri di cogliere da questa esperienza unica?

Il mio obiettivo a Sanremo è far conoscere al maggior numero possibile di persone non solo i miei fiori, ma anche le installazioni e il mondo che creo attraverso un decor esclusivo, interamente fatto a mano. Per me non è semplicemente “allestire”: è dare forma alla bellezza con altissima cura dei dettagli, qualità dei materiali e un’estetica pensata per essere davvero memorabile.

Sono in grado di realizzare progetti di qualsiasi scala: da un piccolo evento privato fino a grandi eventi e contesti ad alta visibilità. La mia nicchia è il decor luxury: alto livello, massima qualità e un approccio totalmente handmade, dove ogni elemento nasce da un’idea e viene costruito con precisione artigianale. Sanremo è il palcoscenico ideale per mostrare questa visione e trasformarla in nuove connessioni e opportunità concrete.

 

Sanremo è il tempio delle storie raccontate attraverso la musica. C’è una canzone, un artista o un momento del Festival che ha ispirato in modo particolare il tuo percorso personale o professionale?

Per me Sanremo è una città profondamente personale e simbolica. Il mio percorso verso l’Italia è iniziato grazie a Toto Cutugno: era il 1988, lo vidi in concerto a Mosca e rimasi colpita dalla sua voce, dal suo carisma, dalla sua presenza. Da quel momento decisi di studiare l’italiano: è stato l’inizio di un amore autentico per la lingua, per la musica italiana e per l’Italia.

All’epoca, nell’Unione Sovietica, il Festival di Sanremo era un appuntamento seguito da tutto il paese, e anche per me è diventato un simbolo: un ponte verso un mondo che mi affascinava. Nel 2010 mi sono trasferita dalla Russia a Sanremo, e ho vissuto qua per otto anni: per questo sento che non potevo non rendere omaggio a questa città e a questo Festival, che mi hanno “presentato” l’Italia e me ne hanno fatta innamorare per sempre.

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