Panni sporchi

Un analisi condotta da Greenpeace rileva l'uso di sostanze chimiche pericolose nella produzione tessile

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 28/09/2015 in Ambiente ed Agricoltura da Lorenzo Fantacuzzi
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Lorenzo Fantacuzzi
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L'associazione ambientalista Greenpeace ha effettuato uno studio su alcuni indumenti venduti a livello internazionale da marche famose. Lo studio ha rivelato l'uso, da parte delle industrie di  etossilato di nonilfenolo (NPE), sostanza chimica, impiegato  come “ammorbidente”.

Questo composto, pericoloso, è a sua volta capace di trasformarsi, una volta eliminato con l'acqua di lavaggio, nella la forma ancora più tossica, il nonilfenolo (NP), in grado di accumularsi nella catena alimentare e che anche a basse concentrazioni, agisce a livello ormonale.

La ricerca si è svolta analizzando 78 articoli di abbigliamento sportivo e casual, scarpe comprese, di 15 marchi di abbigliamento leader:
Abercombie & Fitch, Adidas, Calvin Klein2, Converse, Gap,  G-Star RAW, H & M, Kappa, Lacoste, Li Ning, Nike, Puma, Ralph Lauren, Uniqlo e Youngor.

Greenpeace ha acquistato, nel maggio del 2011, gli articoli  da testare direttamente nei negozi di queste catene, scegliendoli a caso in 18 paesi nel nord e nel sud del mondo.

L'analisi di tutti i 78 articoli di abbigliamento sono state svolte presso un laboratorio accreditato per la ricerca proprio dell'NPE. Importante anche ai fini della ricerca è l'analisi delle acque di scolo che, a loro volta, sono capaci di inquinare ancora di più.


Dei 78 articoli analizzati, 52, praticamente i  2/3, sono risultati positivi all'NPE. I marchi legati ai tessuti che hanno rivelato la presenza della sostanza tossica sono : Abercombie & Fitch, Adidas, Calvin Klein, Converse, G-Star RAW, H & M, Kappa, Lacoste, Li Ning, Nike, Puma, Ralph Lauren, Uniqlo e Youngor.


Questa analisi conferma inoltre che l'uso di sostanze  chimiche pericolose nella produzione tessile non è limitata ai capi di abbigliamento prodotti in Cina.

 
Anche se i livelli delle sostanze tossiche sono molto bassi, dobbiamo immaginare il volume degli articoli venduti e poi rilavati in tutto il mondo, solo così ci rendiamo conto di quanto grande e grave sia il problema.


I risultati presentati in questo studio sono probabilmente solo la punta di un iceberg nel mare dell'inquinamento da rilascio di sostanze chimiche pericolose attualmente utilizzato dal settore tessile.

Greepeace ha spiegato che i nonifenoli, usati come detergenti nell'industria tessile :

"rappresentano, anche a bassi livelli, una grave minaccia per l'ambiente e per la salute umana", in grado di "alterare lo sviluppo sessuale e avere effetti sul sistema riproduttivo".

In seguito alla pubblicazione, Nike e Puma si sono impegnate a eliminare, entro il 2020, tutte le sostanze pericolose dai loro prodotti, mentre Adidas non ha ancora annunciato decisioni in tal senso.



 

 

 

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