Meno quattro all'Ora della Terra

La manifestazione mondiale organizzata dal WWF vede coinvolte le più grandi città italiane e non solo

pubblicato il 24/03/2015 in Ambiente ed Agricoltura da Danilo Di Laudo
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Danilo Di Laudo

DAL MONDO - Tra circa quattro giorni, precisamente il 28 marzo alle 20.30 italiane, scatterà quella che il WWF definisce Ora della Terra (Heart Hour), un evento celebrato in tutto il mondo. Questa grande manifestazione punta soprattutto a restituire, per un tempo limitato, quanto preso all'ambiente nel corso dei secoli.

Il gesto, puramente simbolico, di spegnere per un'ora le luci coinvolge sia i semplici cittadini che le intere amministrazioni comunali. Dal 2007 ad oggi è diventata la più grande mobilitazione su scala mondiale contro i cambiamenti climatici; all'inizio tutto cominciò da Sidney e solo nel corso degli anni l'iniziativa si è allargata a macchia d'olio 'lasciando al buio' anche monumenti importanti come il Colosseo a Roma, il Cristo Redentore di Rio e la Tour Eiffel a Parigi.

Il WWF porta avanti tale ricorrenza con il fine di sensibilizzare i governi delle nazioni che sfruttano maggiormente il territorio spingendoli a cambiare 'rotta' abbandonando magari i combustibili di origine fossile e puntando a fonti di energia rinnovabile. Dalla Home page del sito italiano dell’organizzazione ambientale più importante del pianeta, si evince che quello appena trascorso è stato uno degli anni più caldi registrati. A dare confermare di questa teoria ci pensano i grandi centri di ricerca sulle temperature globali come il GISS della NASA, la Japan Metereological Agency o il Met Office inglese. I dati convergono verso un solo verdetto: il 2014 è stato l’anno più caldo dal 1880 a questa parte con un innalzamento della temperatura terrestre pari a 0,8°C.
Sbriciolati quindi i precedenti record che risalgono al 2005 e il più recente al 2010. Il cambiamento climatico è dunque in atto in termini sempre più evidenti minacciando gli ecosistemi, la biodiversità e la varietà di vita sulla terra.
 

IN ITALIA – Come accennato poc’anzi anche il bel paese non si sottrae a questa iniziativa spegnendo i suoi monumenti per un’ora. Se si osserva la mappa fornita dal WWF si nota come sia omogenea la partecipazione del nostro territorio. Partendo per un viaggio virtuale possiamo dire che le grandi città del nord come Torino, Milano e Venezia taglieranno la luce’ ai loro più rappresentativi monumenti.

Il capoluogo piemontese lascerà al buio la Mole Antoneliana e la Chiesa della Gran Madre di Dio. A Milano invece la partecipazione sarà più vasta visto che si prevede il buio a Piazza Marino, presso il Gate dell’Expo, al Castello Sforzesco, all’Acquario Civico, all’Hotel Principe di Savoia, al Grattacielo Pirelli e infine alle Torri Unicredit. Nella laguna veneziana verranno invece avvolti dall’oscurità Piazza San Marco, l’Arsenale Storico e la sede della Giunta Regionale.

Continuando a scendere sarebbero innumerevoli le città da inserire in quest’elenco per questo cercheremo di toccare ancora Roma, Napoli e Palermo. La città eterna sarà resa ancor più suggestiva dal fatto che il Colosseo tornerà, per un’ora, alle notti antiche illuminato solo dal chiarore della luna, così come il Campidoglio, la Via Urbana e la Città del Vaticano.
Anche i simboli di Napoli: il Maschio Angioino e Piazza Plebiscito subiranno la stessa sorte seguiti dal Teatro Politeama, Teatro Massimo e Piazza Pretoria di Palermo.

Buona parte della nostra penisola aderirà alla campagna del WWF e tornerà a donare qualcosa alla Terra da cui tanto ha preso, numerosissime sono le altre città coinvolte che non abbiamo potuto citare a partire da Firenze e Bologna. Tuttavia per chiunque volesse maggiori informazioni su quali saranno le zone oscurate la sera del prossimo 28 marzo può consultare il sito del WWF.

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