In Toscana il M5s contro una centrale a biomasse: “assente la VIA”

Presentate interrogazioni ai Ministri di Ambiente e Cultura

pubblicato il 14/11/2014 in Ambiente ed Agricoltura da Daniele Del Casino
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Daniele Del Casino

Non si ferma in terra di Toscana l'impegno del Movimento 5 stelle per la salvaguardia ambientale e la difesa dei beni comunitari, che ha visto recentemente le ispezioni dei parlamentari pentastellati in molte località “a rischio” della regione. L'ultima “scoperta” riguarda la provincia di Siena, dove nel comune di Monticiano si sta approntando un discusso impianto a biomasse da parte della società RENOVO energy di Mantova, a circa due chilometri dalla famosa Abbazia di San Galgano (contenente anche la “spada nella roccia” italiana) e in mezzo ad una zona di produzione DOP di olio extravergine nonché a poca distanza del sito di interesse comunitario “Alta Val di Merse”. A proposito della RENOVO e del suo patron, Stefano Arvati, il deputato M5s Samuele Segoni, già membro della commissione Ambiente alla Camera dei Deputati, così si è espresso: “Stefano Arvati è un “vecchio squalo” della finanza, uno che parla sempre alle conferenze del PD e gestisce fondi come se fossero le carte dei pokemon. Figuriamoci se si preoccupa di danneggiare irrimediabilmente una fertile e produttiva valle che da secoli produce un olio apprezzato in tutto il mondo e dà lavoro a numerose aziende o un luogo magico come la vecchia abbazia cirstecense di San Galgano, visitata da migliaia di turisti ogni anno”. Segoni ribadisce la gravità della situazione annunciando anche di aver inviato un'interrogazione scritta ai Ministri di Ambiente e Cultura e continua a spiegare: “La società ha ottenuto l'Autorizzazione Unica Ambientale per la realizzazione dell’impianto in assenza della Valutazione d'Impatto Ambientale ma è proprio la giurisprudenza in merito a confermarci che anche la modifica sostanziale di un impianto esistente sia da ritenere “nuovo impianto” e dunque da assoggettare alla procedura di VIA. Come al solito, in silenzio – continua Segoni - si è tentato di realizzare un impianto che mette a rischio la tutela storica e ambientale del nostro territorio. Noi invece grazie alle segnalazioni dei cittadini invece cercheremo di difendere ancora una volta una terra presa d'assalto degli speculatori e da un’amministrazione comunale che ha preferito non svolgere alcun percorso partecipativo”. Nell’interrogazione Segoni chiede al Ministro della Cultura se “non ritenga di dover sostenere la procedura avviata dal Comune di Chiusdino per la richiesta di ammissione dell' Abbazia di San Galgano nel patrimonio UNESCO e se alla luce del rischio di un danno al patrimonio paesaggistico monumentale e archeologico potenzialmente presente nell’area di localizzazione dell’impianto, non ritenga opportuno disporre verifiche e controlli da parte del personale appartenente al Comando carabinieri per la tutela del Patrimonio Culturale oltre che avviare il “procedimento di verifica di interesse culturale” in virtù dei beni paesaggistici del territorio”. “Al Ministro Galletti invece chiedo di sospendere l'autorizzazione rilasciata alla società RENOVO, almeno fintanto che non sia stata espletata una regolare procedura di VIA e non sia stata accertata l'effettiva necessità di quell'impianto, cosa sulla quale, onestamente, ho più di un dubbio, e anche per questo ho ritenuto di andare di persona a incontrare gli attivisti e i comitati sabato prossimo” conclude Segoni annunciando anche l’incontro “Patrimonio dell’umanità o speculazioni di pochi?” previsto nella giornata di domani alle ore 16 a Chiusdino (SI) presso l' Agriturismo San Galgano insieme alla sen. Michela Montevecchi.

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