Torino: prevista sospensione del termovalorizzatore del Gerbido

Lo stop dell'impianto partirà da metà febbraio

pubblicato il 26/01/2014 in Ambiente ed Agricoltura da Angela Menna
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Angela Menna

«Il famoso  termovalorizzatore del Gerbido, a Torino, sarà spento nella prima metà di febbraio per interventi tecnici che si sono resi necessari a seguito dei test». È quanto ha dichiarato la società di gestione dell’impianto, Trm, a pochi giorni dall’ennesimo sforamento del tetto massimo di emissioni nocive. Trm ha annunciato lo stop, dopo la burrascosa riunione del Comitato locale di controllo, convocato il 16 gennaio scorso, su pressione dei cittadini spaventati. In quella sede, la Trm e il Comitato stesso hanno dovuto far fronte alla rabbia e alla preoccupazione di quanti vivono nei pressi del Gerbido. Adesso il termovalorizzatore resterà fermo per una settimana, per risolvere i problemi che hanno destato l’allarme dei cittadini. 

Convocati in Comune, di fronte alle commissioni riunite Ambiente, Bilancio e Sanità, i dirigenti di Trm hanno discusso sulle interruzioni dovute a problemi nel ciclo termico dell’impianto. Secondo il presidente di Trm, Bruno Torresin, i dieci spegnimenti sono quasi sempre dovuti a malfunzionamenti, causati dal superamento dei limiti nelle emissioni. Trm, società controllata da Iren e F2i Sgr Spa ha precisato ai consiglieri comunali, che i superamenti delle soglie non hanno mai valicato il tetto di 60 ore a “linea” stabilito dalla normativa per le fasi di avvio degli impianti.

Da tempo, i cittadini che vivono nei pressi del termovalorizzatore temono per la loro salute e per il funzionamento a singhiozzo del termovalorizzatore del Gerbido. Sono spaventati dalle emissioni nocive e da puzze e fumi, che non avrebbero mai voluto conoscere. Una preoccupazione, cui si somma il timore di non essere adeguatamente tutelati da un Comitato locale di controllo, interamente composto da figure istituzionali, in cui non è prevista alcuna loro partecipazione diretta. Sul Gerbido, indaga anche la Procura, a partire da alcune segnalazioni dell’Arpa, circa il mancato rispetto di alcune procedure.
Nel frattempo, Trm ha informato i cittadini di non essere responsabile né di fumi sospetti né di miasmi. La società ha affermato che le nuvole di fumo sono vapore acqueo in uscita dalle torri evaporative e che le cause dell’odore sgradevole avvertito dai cittadini, devono essere ricercate altrove, poiché non derivano né dallo stoccaggio dei rifiuti nella fossa, né dal processo di combustione.

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