Coldiretti, i numeri della scorsa Pasquetta

Luci e ombre di una coda pasquale di “ripresa”

pubblicato il 15/04/2016 in Ambiente ed Agricoltura da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
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Gita fuori porta?

Sì grazie. Così, positivamente, hanno risposto otto milioni di italiani al sempre irresistibile richiamo della Pasquetta, da sempre “porta della primavera” (veris porta) quando la Pasqua cade presto nel calendario, esattamente come è successo quest’anno

Il dato è stato fornito da Coldiretti, che con giusto orgoglio ha anche  sottolineato come, con ben 871 parchi e aree naturali protette, un numero rale da costituire, da solo, il 10% del territorio, la scampagnata la si può fare a chilometro zero o quasi. Nel cestino del picnic il classico panorama del finger food (il “cibo mangiato con le dita”, letteralmente), quindi salumi, formaggi, uova sode e tutto l’occorrente per le grigliate in loco, ma anche cibi di “recupero” come frittate di pasta e colombe farcite con “creme del giorno dopo”.

A proposito di territorio nazionale: nel momento stesso in cui snocciola dati piuttosto confortanti sulla nostranità delle preferenze per le trasferte di Pasquetta, l'associazione fondata da Paolo Bonomi non può fare a meno di lanciare (anzi, di rilanciare) l’allarme sulla scomparsa, negli ultimi 20 anni, di ben 2,6 milioni di ettari di terra coltivata: il che significa che abbiamo dato l’addio, forse definitivo, al 15% delle nostre campagne.

Un processo che sembra ineluttabile, storicamente frutto di due fasi: prima l’abbandono, dovuto all’irresistibile richiamo dell’inurbamento, e in tempi più recenti l’urbanizzazione espansa, che ha preteso di sottomettere al cemento anche le aree di campagna intorno alle città.

Il dissesto idro-geologico diffuso e sempre più irreparabile ha quindi aperto una terza e ancor più drammatica fase. Ogni giorno sparisce –denuncia la Coldiretti terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari). Numeri degni di una vera e propria emergenza ambientale.

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