Rompere un silenzio lungo 8 anni con un singolo di 16 minuti e 56 secondi; esuberanza artistica degna di un genio indiscusso della musica mondiale come Bob Dylan che lo scorso 27 marzo ha rilasciato su youtube la sua nuova meravigliosa ballata, Murder Most Foul (Trad. un omicidio incredibilmente disgustoso) dopo l'ultimo album del 2012 Tempest. Questo brano, annunciato sui canali social dell'artista all'insaputa del suo stesso management, ha destato immediatamente grande interesse tra i fan del menestrello d'America visto che quest'epica supera per lunghezza anche Highlands, il brano ispirato alle omonime terre scozzesi contenuto nel trentesimo album del cantautore Time Out of Mind, il più lungo della discografia dell'artista (durava ben 16 minuti e 31 secondi) prima dell'ultimo release.
Una lunghissima attesa esplosa in dirompente espressività da godere e ascoltare in devoto silenzio interrogandosi sui richiami simbolici di questo nuovo importante tassello della discografia dylaniana. Non sono infatti certamente soltanto la durata del pezzo e le raffinate sonorità di violino, piano e accenni leggerissimi di piatti di batteria che accompagnano l'immutabile espressività vocale dell'artista, sempre magnetica e avvolgente nonostante l'arrugginimento dell'età, ad aver attirato l'attenzione della stampa internazionale visto che il premio Nobel per la letteratura ha deciso questa volta di descrivere un decennio di storia americana partendo dal momento cruciale dell'omicidio di John Fitzgerald Kennedy citando Houdini, Buster Keaton, Marilyn Monroe e altri personaggi che hanno segnato la storia mondiale e non solo quella statunitense a cavallo tra gli anni '60 e '70. Una canzone che tratteggia mirabilmente uno dei periodi forse più importanti per gli sviluppi politici, culturali ed economici del secolo trascorso e regala spunti di riflessione interessantissimi non risparmiando un pesante j'accuse al sistema degli Stati Uniti.

Tra le canzoni di forte ispirazione simbolica dell'artista di Duluth c'è senz'altro anche Lily Rosemary and the Jack of Hearts (Trad. Lily Rosemary e il Fante di Cuori, contenuta nell'album del 1975 Blood On the Tracks), tra i pezzi più celebri mai incisi sul mondo dei giochi e dei casinò. Questa lunga ballata di ambientazione western per i temi dissimulati, i richiami scenici e la lunghezza del brano (8:52 minuti) sembra in qualche maniera essere precorritrice di questo Murder Most Foul, del resto il menestrello del rock non ha mai disdegnato i richiami allegorici e le dissimulate allusioni con le quali nel corso del tempo ha saputo aggredire con sottile sagacia l'establishment e le zone grigie della gestione politica a stelle e strisce. A tal proposito vale la pena citare anche Hurricane (8:33 minuti) traccia d'apertura di Desire, diciassettesimo brano dell'artista del 1976, basata sulla vicenda del pugile afroamericano Rubin “Hurricane” Carter condannato ingiustamente per triplice omicidio da una giuria fortemente influenzata da suggestioni di natura razziale (caso molto simile alla vicenda che a metà degli anni '90 coinvolse anche l'ex stella del football americano O.J. Simpson). Nonostante ciò tra le tante lunghissime ballate di Dylan quella che ha raggiunto picchi di poesia e lirismo forse mai più raggiunti dal menestrello d'America nel corso della sua carriera è Desolation Row (Trad. Via della Povertà), brano contenuto nel suo sesto album in studio Highway 61 revisited del 1965. In questo pezzo di 11 minuti e 21 secondi viene abbozzato il ritratto di una civiltà in declino e priva di valori, altra celebre canzone di protesta dove, attraverso una carrellata di personaggi più o meno reali e più o meno celebri da Bette Davis ad Albert Einstein dal fantasma dell'Opera a Giacomo Casanova, si ascolta il grido della gente dimenticata e traspare l'idea di tramonto dell'Occidente, una costante della poetica dylaniana.

Il prossimo 24 maggio il cantautore statunitense compirà 79 anni ma la voglia di stupire e di lasciare il segno è sempre quella dei primi album e nonostante l'età la sua musica resta di grande attualità. La stella di questo mostro sacro della musica mondiale brilla ancora e il mito di questo artista evergreen, abile come pochi a saper cogliere lo spirito dei tempi e a mettere alla berlina le dissonanze dei suoi contemporanei con ballate di una poetica straordinaria e di una forza dirompente, è destinato a perpetrarsi nel tempo.