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Verdetto giusto

Una vittoria inseguita da anni

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La Germania si laurea campione del mondo per la quarta volta, centrando un obiettivo mancato nelle ultime 3 edizioni. Nel 2002 perse con il Brasile, nel 2006 si arrese all'italia in semifinale, nel 2010 alla Spagna. Ora fa festa con merito grazie a un ragazzo di 22 anni, Mario Gotz, che nel secondo tempo supplementare ha inventato il gol della vittoria. Non è un caso che a consegnare la quarta stella alla squadra teutonica sia un giovane. Da anni i tedeschi hanno capito che nel calcio moderno dove tutti corrono, coprono bene il campo servono forse fresche, talenti che hanno la possibilità di maturare in campo anche sbagliando. Mario  giocava nel Borussia, ora è del Bayern Monaco, da anni le  migliori squadre europee grazie al giusto mix giovani campioni. Ma come lui Kroos  e Kramer l sono tanti i ragazzi in rampa di lancio grazie a una politica federale di rinnovamento. Ecco la parola chiave del progetto tedesco, rinnovamento, senza poltrone politiche da difendere o chiacchere da bar. Programmazione, investimenti, fiducia sui giovani.  La Germania ha vinto il mondiale demolendo all'esordio il Portogallo, annichilendo i padroni di casa del Brasile con un punteggio leggendario, ha sofferto soltanto con il Ghana e Algeria. Ha battuto gli Stati Uniti anche se gli bastava un pari per essere prima, ha superato l'ostacolo Francia. L'Argentina invece ha sempre stentato, superando a fatica Iran Belgio e Svizzera. I rigori in semifinale con Olanda le hanno dato una mano, la finale con la Germania per quanto amara le restituisce una dimensione più reale. Quella di una squadra che senza le invenzioni di Messi non vince una coppa del Mondo.

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