Un paese abençoado por Deus. Un paese benedetto da Dio. Così recitava una celebre canzone di Daniela Mercury parlando del Brasile. In questa definizione sta l’essenza del paese famoso nel mondo per il Carnevale e tante altre belle cose. Perché solo una benedizione divina poteva destinare a questa immensa distesa dell’America Latina cosi tante ricchezze e una così grande fede.
Sarebbe difficile spiegare in poche righe la forte spiritualità che si coglie nella popolazione brasiliana. Tanti movimenti, alcune sette, ma un cristianesimo di fondo che traspira in ogni sorriso, in ogni gesto quotidiano. Nelle favelas di Rio come nella agiatezza di Porto Alegre, nel paese dei mille contrasti, dove Djilma spera nella vittoria della Coppa del Mondo per riproporre la sua candidatura.
Un paese accomunato a quelli latini, dalla corruzione dilagante, da una burocrazia schizofrenica, ma anche da una cucina straordinariamente ricca e da persone accoglienti. La fede si legge la domenica a messa ma anche nei tanti, tantissimi gruppi educativi che gestiscono il futuro di generazioni. Chi non riesce a entrare nell’università pubblica, la federale, sceglie tra le private, principalmente cattoliche, curate da maristi, giuseppini, salesiani.
Chi arriverà a visitare il Brasile per i Mondiali scoprirà la bellezza impressionante del Cristo Redentore di Rio, ma anche la genuina accoglienza delle parrocchie di San Paolo, l’incredibile decisione della polizia federale e del suo corpo speciale, la Bope, capace di entrare nelle zone più difficili e di compiere qualsiasi azione pur di raggiungere l’obiettivo.Chi pensa di trovare solo cattolici, scoprirà anche tanti musulmani e moschee presenti un po' ovunque.
Chi va a messa, trova un popolo di persone che pregano, partecipando all’eucarestia e alla liturgia con fervore, insieme a moglie marito e figli. La crisi delle vocazioni si sente anche qui nella terra di Vera Cruz, e la mondanità prende spesso il soppravvento sulla missione giovanile . Il Brasile attuale è figlio dei missionari italiani che hanno gettato le basi per uno dei paesi emergenti del pianeta, dall’Amazzonia al Mato Grosso, da Salvador a Florianopolis, passando per Minas Gerais. Ma figlio anche della ragione dei grandi intellettuali come Oscar Niemeyer, che hanno progettato Brasilia e le opere monumentali. Un paese, mille facce, forse soltanto un’anima.

