ROMA - L’Italia deve riscoprire nei propri porti la chiave di una nuova produttività nazionale. Gli scali scali marittimi, d'altronde, rappresentano un vantaggio naturale che va valorizzato come sistema integrato, capace di connettere territori, imprese e mercati globali. E' quanto dichiara, in una nota, Pietro Serbassi, Segretario Generale della FAST Confsal.
"Occorre superare la frammentazione gestionale e promuovere una visione strategica che unisca infrastrutture, logistica e innovazione tecnologica - sottolinea il Segretario - . I porti non sono solo punti di transito, ma poli di sviluppo economico e occupazionale. Investire nella loro efficienza significa rafforzare la competitività del Paese e ridurre le distanze tra Nord e Sud. La produttività italiana deve fondarsi su una rete portuale moderna, sostenibile e interconnessa con le grandi direttrici europee. Solo così - conclude Serbassi - potremo sfruttare appieno la nostra posizione geografica e il potenziale del Mediterraneo come crocevia di scambi e opportunità. L’Italia, guardando ai porti come sistema, può tornare protagonista nel commercio internazionale".

