Serie A, alla Roma la stracittadina del Cupolone

La vetta è sempre Inter-Fiorentina

pubblicato il 09/11/2015 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Evra (Juventus), con la maglia del Manchester United

Domenica 8 novembre. A passo di trotto, il campionato è giunto a sette giri di corsa dalla fine del girone d’andata. 

Si va di fretta, più di fretta del solito, perché c’è da lasciare spazio alla Nazionale e ai suoi impegni, dunque atti e fatti della dodicesima giornata vengono compressi nelle quarantotto ore del weekend.

Archiviati i due anticipi del sabato, il resto del turno, il cui big match era ovviamente la stracittadina del Tevere, ha visto una serie di conferme  nelle alte zone della classifica. Prima di tutto la Roma, splendida insidiante delle vette, e altrettanto splendida vincitrice della 149° edizione del derby del Cupolone, grazie ai gol di Dzeko su rigore (apparso ai più inesistente) al 18’ e di Gervinho al 63’. Desolante il panorama delle curve, disertate da entrambe le tifoserie. che proseguono la protesta bipartisan contro il prefetto Gabrielli. Questi sin dalla scorsa estate aveva deciso di aumentare l'altezza delle barriere di separazione tra curve e distinti, e inoltre di dimunuire la capienza dei settori tradizionalmente riservati agli ultrà.

Non manca all’appuntamento alla vittoria col Napoli, che al "San Paolo" liquida l’Udinese grazie ad un gol di Higuain al 53’.E poi  le due implacabili capoliste. La Fiorentina, che sotto la Lanterna fa piangere lacrime amare alla Sampdoria con la sua coppia ad orologeria, Ilicic al 9’ e Kalinic al 58’. E naturalmente l’Inter. Che a Torino, contro i granata di Ventura, vince more solito, di strettissima misura. Nella prima metà del decennio scorso, quando la primissima manciniana era afflitta da una pareggite acuta, i nerazzurri ambrosiani venivano scherzosamente etichettati come "gli X-Men": oggi sarebbe davvero il caso di trovare una denominazione altrettanto brillante per Jovetic e compagni (escludendo “catenacciari” e simili, naturalmente, anche se un ermetismo così in difesa è degno della migliore scuola italiana), vista la loro sistematica capacità di raggiungere il massimo risultato col minimo punteggio.  A mettersi sulla scia dei vari Jovetic e Felipe Melo è stato ieri, al 31’, Kondogbia, re del mercato estivo nerazzurro, capace di valorizzare al massimo una punizione di Nagatomo.

More haud solito, invece, la Juventus è riuscita finalmente a dare continuità ad una vittoria: così, dopo l’ennesimo rilancio nel derby con il Torino, la Nuovamente Allegra Armata riesce ad essere corsara, e in modo impeccabile, sul terreno dell’Empoli, a cui, alla fine, non è rimasta che la soddisfazione di aver messo l’ansia ai campioni d’Italia per quasi tutto il primo tempo. Erano stati proprio i toscani, infatti, a passare in vantaggio al 19’ con Maccarone. Ma dal pareggio di Mandzukic al 32’ la partita ha cambiato volto, naturalmente a favore dei bianconeri. E in realtà si può dire che il successo juventino  fosse già praticamente in cassaforte nel momento in cui,  soltanto sette minuti dopo, Evra trovava il 2-1. La ripresa, poi, al di là di qualche folata offensiva empolese,  in sostanza è servita a trovare il sigillo finale ai tre punti. Con comodo: ad apporlo era il piede di Dybala, non prima dell’84’.

Il quarto posto in classifica, appena sotto la Roma e in condominio col Napoli, è per il Sassuolo, che in casa  non fa sconti al Carpi, a cui non basta il ritorno del “figliol prodigo” Castori per risollevarsi. Il gol è di Nicola Sansone al 28’.

Aveva cullato a lungo, il Frosinone, il sogno di poter ottenere la  quarta vittoria casalinga in serie A, a spese del Genoa. Gelati dal gol-lampo di Pavoletti al 6’, i ciociari erano riuscii a pervenire al pari al 31’ con Blanchard, e a ribaltare il punteggio appena sette minuti dopo con Diakite. Ma un 2-1 che poteva essere merito di un asso nella manica della sua legione straniera non ha  portato evidentemente fortuna alla squadra di Stellone, tutto sommato così legata al suo "cuore italiano": e così il gol di Gakpé al 75’ ha spazzato via tutte le ambizioni dei padroni di casa.

A Palermo, invece, la gara col Chievo che sembrava destinata ad essere l’unico 0-0 della giornata, è stata improvvisamente risolta dal vecchio leone Gilardino al 71’, per la gioia di mr. Iachini che potrà senz’altro gstire la sosta di campionato con maggiore tranquillità attorno a sé. 

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