Anticipi serie A, l’Inter si riprende la vetta

Alla Juve il derby della Mole

pubblicato il 01/11/2015 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Cuadrado ai tempi del Chelsea

L’undicesima giornata di serie A ha proposto due antipasti di lusso, la stracittadina torinese nel primo pomeriggio e, in prima serata, un Inter-Roma da altissima classifica.

È durato meno di una settimana il nuovo primato in classifica della Roma: nello scontro diretto di “San Siro” glielo soffia l’Inter, tornata la manciniana sbaragliante col minimo scarto delle prime giornate. Decisivo Medel con un tiro da 25 metri al 31’: diagonale di destro rasoterra, degna conclusione di un bel numero di Jovetic. Il tiro fa il bis di rimbalzi prima di insaccarsi, ma il portiere capitolino, l’impronunciabile Szcezesny, è comunque messo fuori causa da un tuffo per niente sincronizzato (bisogna anche dire, però, che la sua visuale era coperta nel momento in cui il cileno ha sganciato il suo siluro).

Come sempre, le disgrazie non vengono mai senza compagnia e così la Roma perde in un colpo solo la leadership del campionato e, per somma di ammonzioni, Pjanic, pedina fondamentale nello scacchiere di Garcia in vista del derby con la Lazio della prossima settimana. Quest’oggi, intanto, vedremo chi tra Fiorentina e Napoli starà a fianco dei nerazzurri sull’Olimpo della gradiatoria, a 24 punti. Magari entrambe, chissà.

Qualche ora prima, derby della Mole. La Juventus a carburazione lenta di questo inizio di campionato ha battuto all’ultimo tuffo i cugini granata e li ha agganciati in classifica, a quota 15 punti. Per il momento le due formazioni sabaude si trovano al medesimo livello della Sampdoria, nell’attesa degli sviluppi del prosieguo della giornata (torna l’ormai classica divisione in tre atti, e ai blucerchiati di Zenga tocca proprio l’ultimo atto, cioè quello del lunedì). Ci troviamo praticamente a tre punti dall’euro-zona, quindi, se potevamo oggettivamente parlare, prima di ieri sera, di “classifica interessante” per gli uomini di Ventura, questa valutazione ora vale altrettanto (e non potrebbe essere diversamente) per la Juve tornata all’appello. Saremmo tentati di aggiungere “finalmente”,   se non ci frenasse l’incapacità finora sistematica dell’Allegra Armata di dare continuità ad una vittoria, che sia essa in casa o in trasferta.

Per il momento, registriamo che i bianconeri si sono riappropriati una volta ancora dello “Juventus Stadium” con una vittoria “grandi firme”, quasi un ideale trait d’union tra la forza vincente dello scorso campionato e quella su cui puntare per questo torneo. Segna Pogba, infatti, al 19’, ben servito da Dybala e a sua volta impeccabile nell’impallinare un Padelli colto fuori dai pali. E raddoppia Cuadrado, dopo la “parentesi” del pareggio granata con Bovo al 52’ (sinistro dalla lunga distanza) e l’occasionissima di Bonucci, che al 90’ coglie la traversa (subito dopo, Padeli salva di piede su Marchisio): il colombiano, giunto alla corte di Allegri all’inizio del campionato, fino ad ora non aveva ancora segnato in maglia bianconera. Probabilmente si era risparmiato perché aveva deciso di farlo in una partita topica, e in un momento altrettanto topico: correva infatti il 93’ quando il matador di Necoclí si è trovato a ricevere da Alex Sandro (altro acquisto estivo juventino) il pallone che gli ha permesso di chiudere il match, bruciando sul tempo l’uscita del portiere granata.

Vogliamo dirla tutta, però? All’origine dell’azione-gol di Pogba c’è un contropiede di Cuadrado, e a monte dell’incursione che ha consentito al colombiano di festeggiare ci sono i piedi di Pogba: i due assi juventini si sono scambiati la cortesia in campo, e questo non può che essere un segnale importante per lo spogliatoio bianconero.

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