Anticipo infrasettimanale di A, Inter di nuovo in vetta

Decisivo Icardi nella ripresa

pubblicato il 28/10/2015 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Delio Rossi (Bologna)

Pazza, magnifica serie A, che non ti lascia mai solo.

A meno di quarantotto ore di distanza dalla conclusione della nona giornata, ecco spuntare l’alba sulla decima, che il calendario ha piazzato proprio in mezzo alla settimana (come anche la serie B, del resto, appena un gradino più sotto nella piramide dei campionati professionistici).

Di nuovo serie A, dunque, e di nuovo Delio Rossi a rischio. A forte rischio esonero. Non ce ne vogliano i suoi sostenitori, non si tratta di fare un santino: ma non vorremmo di punto in bianco perderlo  come protagonista del nostro massimo campionato (decisive, in questo senso, le prossime ore) senza prima aver almeno provato a tratteggiarne la figura.  Passi per Castori, debuttante assoluto; ma Delio RossiDelio Rossi rappresenta già qualcosa nella storia del cacio italiano dagli anni ’90 in poi. Nato praticamente in panchina (dopo una carriera onesta ma brevissima da centrocampista, iniziò ad allenare a soli trent’anni), era considerato un fenomeno già ai tempi delle giovanili del Foggia, dove si mise in luce grazie al suo gioco brillante e offensivo (era considerato, insomma, il diadoco più degno del gran maestro Zeman). Ma non fu  Foggia, la cui squadra sarebbe comunque sempre rimasta nel suo cuore, bensì Salerno la piazza che gli diede più soddisfazioni. 

Proprio all’ombra della Scuola Medica, infatti, ebbe il titolo di Profeta e ottenne una storica promozione in serie A con un punteggio da record (1997-98).  Così Rossi entrò a far parte del gotha degli allenatori di serie A, ed ebbe modo di allenare grandi squadre, come la Lazio, con cui vinse una Coppa Italia nel 2009, la Fiorentina e la Sampdoria. Nel frattempo non si era certo dimenticato della cadetteria: il suo ultimo passaggio in serie B, anzi, alla guida del Bologna, era stato oltremodo vincente, tanto da culminare col ritorno dei rossoblù tra i grandi del calcio.

Ecco che personaggio la serie A potrebbe perdere, nel caso in cui le decisioni del dirigenti del Bologna dovessero scrivere la parola fine alla sua gestione tecnica. Di sicuro lo avrebbe aiutato cogliere almeno un par contro l’Inter, in questo antipasto infrasettimanale.al "Dall'Ara". Invece il fortino felsineo ha retto fino al 67’, quando Mauro Icardi, goleador che sembrava smarrito, si è felicemente ritrovato appena sette minuti dopo che i suoi compagni nerazzurri erano rimasti in dieci, causa l’espulsione di Felipe Melo per somma di ammonizioni. 

L’argentino, in realtà, non ha fatto altro che sfruttare nel migliore dei modi un assist dalla geometrica potenza partito dal piede di Ljiajic, a sua volta lesto ad approfittare di uno svarione del difensore bolognese Ferrari, e già fatale a Rossi ai tempi in cui allenava i viola. Fino a quel momento lo 0-0 era apparso un risultato giusto, legittimo: e certamente il Bologna non avrebbe rubato niente se, al 94’, Destro, subentrato a Rizzo al 76’, fosse riuscito a superare Handanovic, che invece, per sua sfortuna, si è prodotto in un vero e proprio miracolo.

Ah, se soltanto l’ex attaccante della Roma e del Milan fosse entrato prima in campo. Ah, se magari fosse stato schierato dall’inizio... Ci starà pensando Rossi, ci starà pensando, contemporaneamente, e fregandosi le mani, anche Donadoni: la panchina bolognese potrebbe essere sua. Intanto l'inter si porta a 21 punti, un punto sopra la Roma: per qualche ora la vetta del campionato è di nuovo sua.   

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