Lega Pro, via al campionato

Si è giocata la prima giornata in tutti e tre i gironi

pubblicato il 08/09/2015 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Il logo della Lega Pro

Domenica 6 settembre: è iniziata l’avventura della Lega Pro ed è iniziata anche quella del nostro giornale al seguito del terzo campionato professionistico italiano di calcio.

Tre gironi per altrettanti spaccati d’Italia, che si muovono sullo sfondo di un rettangolo d’erba con due porte munite di reti, ai lati corti.  Una volta, tra C1 e C2, si arrivò ad avere fino a sei diversi spaccati, ma è chiaro che la suddivisione tripartita è più aderente alla realtà geografica. Abbiamo l’Italia settentrionale, con i suoi orizzonti industriali, la sua civiltà municipalista portata al massimo grado, il culto dell’efficienza e del lavoro, e pubblici apparentemente distaccati dal fatto calcistico, un po’ perché abituati a trionfi solo un po’ appannati, un po’ perché da quelle parti la cultura del football convive con altre culture sportive, magari anche più radicate.

Abbiamo l’Italia centrale, perennemente sospesa tra un gusto molle, rilassato  della vita, fedele al principio del panem et circenses, e una saggezza cinica, che è anche vitalità salace, disincanto sorridente; lo si vede anche nel calcio, dove raramente i pubblici fanno voli pindarici, vivono alla giornata, senza demoralizzarsi troppo nelle avversità e fidandosi con misura della buona sorte (ma pronti all’escalation di entusiasmo quando le cose vanno bene). E poi abbiamo l’Italia meridionale, gigantesca arena umana di emozioni e passioni, un mondo dove la terra è ballerina e dove fantasia, allegria e creatività convivono spesso con situazioni naturali e sociali difficili, anzi forse si fanno esaltare da esse: qui, che una partita sia di cartello o di secondo piano, tutto è sempre un grande spettacolo. Questione di vita o di morte, come ai tempi dello scontro gladiatorio tra nocerini e pompeiani (I sec. d.C.), forse la prima vera attestazione storico-letteraria del calore delle tifoserie del sud.

Dunque, latitudini di partenza differenti per una speranza di approdo comune: la serie B, e quindi la conquista di una dimensione calcistica unificata. E nazional-popolare. Proprio così, nazional-popolare è una definizione che sta bene per la serie B e la serie A, non per questa Bell’Italia del calcio, che, per quanto abbia proporzioni numeriche più consistenti, in effetti, sorprendentemente, è una realtà di élite, quantomeno in termini di seguito. Che metafora rovesciata della vita che è il calcio: l’élite si trova alla base, non al vertice, dove pressione e attenzione mediatica e pubblicitaria sono spesso il 90% dello spettacolo. Eppure, tutti aspirano irresistibilmente ad arrivare lì.

Auguri dunque a chi ce la farà, partendo dalle più remote contrade di ogni dove d’Italia, e consumando un percorso che, lo ribadiamo, è sempre geo-calcisticamente interessantissimo. Siamo appena all’inizio. 

Scoppiettante, e non poteva essere altrimenti, l’atto primo nel girone C, dove non si è fatto registrare un solo pareggio. Vittorie corsare di prestigio per la neopromossa Fidelis Andria a Lecce (3-1) e per la Casertana a Catanzaro (1-0), per il resto fattore campo dominante. Ė successo a Pagani, vittima l’ambizioso Foggia di De Zerbi (1-2),  è successo a Cosenza, dove non si è salvato il Martina Franca (1-0 per i lupi); ad Ischia, dove è caduta la Lupa Castelli Romani (0-1); a Matera, infelice per l’Akragas appena tornato tra i professionisti (0-1); e pure a Melfi, dove i federiciani padroni di casa hanno rimandato battura a casa per 2-0 la Juve Stabia.

Nel girone A, Sudtirol e Feralpi sugli scudi, vincitori sui campi dell’Albinoleffe e dell’Alessandria; vincono anche, ma in casa, il Cittadella (2-1 col Cuneo), il Giana Gorgonzola (2-1 col Lumezzane) e il Mantova (1-0 al Renate). 

Nel girone B promettono bene L’Aquila, che tra le mura amiche regola con un rotondo 2-0 la blasonata (però neopromossa) Pistoiese, e soprattutto la Spal, che al “Mazza” travolge la Lucchese con tre gol.  La Maceratese passa a Roma, sul terreno della Lupa (1-0), ed è vittorioso anche il Pisa, nel derby col Prato giocato all’ombra della Torre (2-1). In tutti e tre i gironi i turni sono ancora incompleti, in quanto molte partite della giornata si giocheranno mercoledì.

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