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Serie A, happy end per il Milan

A Verona la Juve si “accontenta” del pari

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La bulimia juventina si è fermata a Verona.

Di un campionato già avidamente spolpato ci si aspettava che la Juventus non facesse avanzare neppure l’osso, e si prendesse perciò anche la soddisfazione, l’ennesima di una stagione da insaziabili, di chiudere col botto. Ma, a quanto pare, al “Bentegodi” ha ritenuto opportuno finire con un buon digestivo. L’Allegra Armata, infatti, passata in vantaggio per ben due volte, si è fatta raggiungere sia dopo l'1-0 che dopo il 2-1: e non si trattava certo della formazione B. Al cospetto della truppa di Mandorlini, infatti, la Signora si presentava con tuti i suoi titolari, eccetto Chiellini.

Pereyra al 42’ portava avanti i bianconeri, ma il suo gol veniva annullato soltanto sei minuti dopo da una nuova prodezza dell’eterno Toni. I campioni d’Italia ci riprovavano a fare il colpaccio al 57’ con Llorente, e poco ci è mancato che la rete dello spagnolo determinasse il punteggio finale della partita; ma Buffon & c. non avevano fatto i conti con Juan Gómez,  che a tempo scadutissimo, più precisamente al 93’, riusciva a fare ciò che sembrava ormai impossibile. Soltanto tre minuti prima gli ospiti erano rimasti in dieci, per l'espulsione di Pepe

Con la segnatura del momentaneo 1-1, Luca Toni è arrivato a quota 22 nella classifica dei marcatori e ha così vinto il confronto diretto con Carlos Tevez, che è rimasto all’asciutto e dunque non è riuscito a superare quota 20' (per lui un rigore fallito all'88'). A questo punto l’unico che potrebbe insidiare la leadership del cannoniere scaligero è l’argentino Icardi dell’Inter, attualmente appaiato a Tevez. Più giù c’è il “partenopeo” Higuain, con 16 reti, ma per rivoluzionare i piani alti della graduatoria dovrebbe fare una prodezza che a Napoli è riuscita solo a Daniel Fonseca, alcuni anni or sono. Anzi, in realtà dovrebbe fare addirittura meglio di lui.    

A Bergamo nell'altro anticipo della XXXVIII di serie A, l’era Inzaghi si chiude per il Milan con una controcopertina bella quanto la copertina. Nel mezzo c’è stato un torneo a dir poco deludente, ed è per questo che da domani inizierà una nuova rifondazione rossonera.   Si ricomincia da Berlusconi, che vuole una rinascita nel segno dell’italianità (con Ancelotti alla guida?). Sicuramente uno dei punti forti del Diavolo prossimo venturo non potrà non essere Giacomo Bonaventura, il Donadoni del III millennio, autore della doppietta che è stata decisiva per piegare l’Atalanta nella sua tana.

Si è trattato di una doppia vendetta dell’ex, al 38’ e all’80’. I due gol del centrocampista sono giunti in accodamento, per così dire, alla rete della punta Pazzini, realizzata al 36’. Ma a sbloccare il risultato erano stati i padroni di casa, al 21’ con Baselli: e per un attimo sopra la curva dei tifosi milanisti erano tornati ad aleggiare i fantasmi delle tante debacle esterne contro squadre provinciali, umiliante contrassegno di un intero anno. Per l’appunto, però, si trattava solo di fantasmi, destinati ad essere spazzati via insieme a tutta una stagione di transizione.       

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