Contador si rialza dalle macerie, e si prende anche gli interessi.
Distanziato di 19” da Fabio Aru ieri sera alla fine della tredicesima tappa, quella che aveva incoronato proprio il sardo nuova maglia rosa, l’uomo di punta della Tinkoff-Saxo ha rifilato oggi al suo rivale, nella quattordicesima giornata del Giro, la tappa a cronometro Treviso-Valdobbiadene, addirittura 2’28”. Il tamburino di San Gavino Monreale si era divertito, a far vedere all'iberico la polvere negli occhi; el Pistolero di Pinto lo ha ripagato spalancandogli un abisso davanti.
E noi, poveri cronisti, possiamo solo umilmente tornare alle nostre convinzioni di partenza: avevamo vaticinato che la gara a cronometro avrebbe avuto il potere di provocare degli sconvolgimenti negli assetti della classifica, e così è stato, ma (e questo non lo avevamo previsto) in direzione del ritorno allo status quo.
L’avventura di Aru in cima alla classifica generale è durata una sera e un pomeriggio: la maglia rosa torna sul torso dello spagnolo, che ha amministrato da par suo, quindi alla grandissima, la prova contro il tempo e contro se stessi nel cuore della marca trevigiana. Al terzo posto non c'è più Mikel Landa ma il costaricano Andrey Amador della Movistar; continua la risalita Rigoberto Uran che, dato per spacciato, nel giro di due tappe è pasato dalla sesta alla quarta posizione.
L’ha dominata la tappa, Contador, ma non vinta: il pedale più veloce sul percorso che si concludeva nella patria del Prosecco è stato infatti quello di Vasil Kiryienka, bielorusso in forza al team Sky. Il suo capitano, Porte, affonda sempre di più nella palude di coloro che volevano essere grandi, e tocca ai comprimari come lui tenere alto il nome della squadra fondata da Dave Brailsford, che comunque è tradizionalmente forte nelle gare a cronometro.
Dietro Kiriyenka, che ha coperto i cinquantanove chilometri della frazione in 1h17’52”, si è piazzato Luis León Sánchez, spagnolo dell’Astana, a 12” di ritardo dal primo. Terzo, proprio Contador, a 14”. L'unico italiano nella top ten dell'ordine d'arrivo è Fabio Felline della Trek: è finito ottavo, avendo finito a 1'26" da Kiryienka.
Domani, tostissimo banco di prova per tutti i big: è la quindicesima tappa, la Marostica-Madonna di Campiglio. In una corsa che è sempre più tutta una scacchiera di equilibri si riparte dalla città degli scacchi viventi, per arrivare alla solenne salita del Giro. Altre ce ne saranno, naturalmente, nell'ultima e decisiva settimana della rosea, dopo l'ultima pausa di lunedì prossimo.

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